È stato un attimo. Il giorno del Pride milanese, all’Arco della Pace, lo staff della Libreria Antigone stava riordinando il materiale in esposizione al banchetto organizzato per l’occasione. “Era fine giornata, avevo messo l’incasso nello zaino e poco dopo sarei andato a versarlo”, spiega Mauro Muscio, fondatore del negozio. In serata, fra le 20.30 e le 20.45, lo zaino sparisce: “Non so come. Hanno sicuramente approfittato di un nostro momento di distrazione e immagino ci sorvegliassero, perché devono aver visto che mettevo via i contanti”, continua. Nella borsa c’era tutto: chiavi della macchina, del negozio, visura camerale dell’attività. E i soldi: “Lavoriamo sempre, ma il Pride per noi è come Natale ed è il giorno in cui incassiamo di più nel corso dell’anno”. Danno economico oltre che morale, perciò: “Non abbiamo parlato di attacco omofobo, non pensiamo sia stato quello. Ma il fatto ha avuto un impatto forte, a livello umano. Perché ha chiuso male una giornata di grande partecipazione e vicinanza”, prosegue Muscio.

A quel punto, sporta denuncia e cambiata la serratura del negozio, decidono di avviare una petizione su Produzioni dal basso per cercare di recuperare parte di quanto perso. Recuperano 6.897 euro dal 27 giugno a 7 luglio, in dieci giorni. “Non sapevamo come sarebbe andata ma abbiamo incontrato molta solidarietà, per noi importante”. Riescono così a recuperare la somma rubata, con qualcosa in più che hanno deciso di donare alla Casa Arcobaleno di Milano, la realtà nata per accogliere i giovani respinti dalle famiglie per supportarli in seguito al coming out.

Libreria Antigone nasce nel 2016. “Ci sembrava assurdo che proprio Milano non avesse una libreria Lgbt: in passato c’era stata l’esperienza della Libreria Babele, la prima in città dedicata a queste tematiche”. Sede a Cadorna, è stata un punto di riferimento storico che ha chiuso poi nel 2012. “Siamo partiti da due domande. Cosa significa parlare di Lgbt adesso e che contenuti possiamo inserire sul mercato, molto cambiato nel corso del tempo”. Una riflessione sull’identità di una libreria indipendente e specializzata, connotata da una visione anti patriarcale e anti machista: “Lgbt, femminista e queer. Tre elementi che per noi si intrecciano, anche se naturalmente possono correre separati”.

L’identità si declina attraverso la scelta dei titoli da inserire nel catalogo e da proporre al pubblico: “Nel corso del tempo sono aumentati, e già questo fatto per noi è positivo. Nella maggior parte dei casi, scegliamo temi di formazione: alcuni giovanissimi scoprono tematiche o termini Lgbt attraverso i social e poi li vogliono approfondire tramite i libri. Secondo me, un legame non scontato. Per esempio, in questo periodo notiamo interesse per il poliamore e per il gender fluid. Ma anche per la storia del movimento o dell’identità”. Soprattutto, continua Muscio: “Sono aumentati i testi che trattano alcuni temi per noi cruciali e che inseriamo nella sezione ‘Strumenti educativi’, indirizzati agli educatori o agli insegnanti. Libri che parlano degli stereotipi di genere e della violenza di genere, per esempio”.

Quasi due anni fa anche la partecipazione all’apertura di una casa editrice, Asterisco Edizioni. “Una nostra esigenza, nata dal tentativo di riempire alcune aree del mercato rimaste vuote”. Quella di Antigone è un’attività che si inerisce nel pieno della discussione su Ddl Zan, in merito al quale il Parlamento è spaccato. “Siamo in ritardo di trent’anni, ma non mi stupisce. Il vero problema è che manca la conoscenza della cultura Lgbt: non c’è un linguaggio di riferimento, c’è troppa confusione”, conclude Muscio. “Credo che la responsabilità sia anche del movimento Lgbt stesso, non solo della politica. Le spaccature interne non aiutano, bisogna lavorare su un dibattito più profondo e attento. Detto questo, la legge va approvata il prima possibile a mio avviso”. Se dovessero togliere la questione sull’identità di genere? “Bisognerebbe scendere in piazza a manifestare, perché vorrebbe dire che si sta scegliendo chi proteggere e chi no. Penso che sia da approvare così com’è”.

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