In peggioramento la situazione dei 572 migranti soccorsi dalla nave di Sos Mediterranée – la Ocean Viking – dopo sei diversi interventi di salvataggio avvenuti nei giorni scorsi e ancora in attesa dell’indicazione di un porto sicuro. Nonostante cinque richieste di Pos (Place of Safety – luogo sicuro dove attraccare) inviate dalla Ocean Viking alle autorità marittime competenti, la nave prosegue la sua rotta in mare, e a bordo sale la tensione. Ieri sera un uomo preso dallo sconforto si è gettato in mare. A pesare, oltre ai giri in mare aperto sotto un sole cocente, è l’assenza di informazioni. “Se sapessi dove e quando sbarcherò potrei resistere. Ma non riesco a resistere all’incertezza” ha dichiarato l’uomo, poi soccorso dall’equipaggio. Tra i naufraghi a bordo, uno su tre è minorenne, per un totale di 183 minori. Tra di loro anche due disabili, uno sulla sedia a rotelle. L’Ong francese fa sapere con un tweet che il team medico a bordo “segnala sempre più casi di disagio psicologico“.

“Trattenere le persone su una nave per un periodo di tempo prolungato, quando hanno appena vissuto un’esperienza vicina alla morte in mare, è aggiungere violenza e sofferenze inutili ed evitabili” ha spiegato in una nota la coordinatrice ricerca e soccorso di Sos Mediterranée, Luisa Albera che si trova a bordo della Ocean Viking. “Domani finiremo i kit di cibo preconfezionato ed entro sabato non saremo in grado di soddisfare tutti i bisogni nutrizionali dei sopravvissuti” continua. E con oltre 570 persone sul ponte “tutto lo spazio disponibile viene utilizzato, il che rende quasi impossibile per le nostre squadre distribuire qualsiasi altro tipo di cibo che non siano razioni preconfezionate che coprano 24 ore di fabbisogno nutrizionale per ogni persona. La preparazione di pasti cucinati richiederebbe troppo tempo per soddisfare i bisogni di tutti e la sua distribuzione sarebbe troppo complicata, dato che le persone possono a malapena muoversi sulla nave”, si legge. Senza contare che sono previsti peggioramenti del tempo, sottolinea Albera.

Martedì Sos Mediterranée aveva lanciato un appello, chiedendo all’Unione europea di coordinare lo sbarco dei migranti. “Abbiamo urgente bisogno di un porto sicuro senza ulteriori ritardi”, il loro messaggio. Però, la Commissione europea “non ha la competenza di indicare il luogo di sbarco” ha dichiarato un portavoce dell’istituzione. Ma non sembra neanche che le istituzioni europee stiano lavorando al coordinamento per ridistribuire le 572 persone che si trovano attualmente a bordo della nave. Infatti, il portavoce ha spiegato che “dall’inizio della pandemia da Covid-19 i ricollocamenti dei migranti sono stati più difficili e negli ultimi mesi abbiamo visto una diminuzione della partecipazione degli Stati membri”, nonostante i ripetuti incoraggiamenti. Inoltre, la Commissione ha ribadito che “non si può andare avanti con soluzioni ad hoc, ma è importante fare progressi sugli aspetti strutturali” sulla questione. Intanto, nessun porto è stato ancora assegnato per lo sbarco e la nave continua a girare in mare.

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