Nelle prime ore del mattino, intorno alle 2, un palazzo di 12 piani è parzialmente crollato a Surfside, a circa 25 chilometri a nord di Miami. Almeno tre persone sono morte e, riferisce Cnn, 99 risultano disperse. In un primo momento all’appello mancavano 51 persone. Di queste, 20 sono cittadini israeliani, ha riferito il ministero degli Esteri di Tel Aviv, aggiungendo che nella località della Florida vive una grande comunità ebraica. Dispersi anche la sorella della first lady del Paraguay e la sua famiglia. La donna vive con il marito e i tre figli al decimo piano dell’edificio crollato. In 35 sono stati tratti in salvo e il sindaco della località, Charles Burkett, parla di dieci feriti. Fin dal primo momento, però, il timore dei soccorritori – arrivati a decine sul posto – è che ci siano ancora parecchie persone intrappolate sotto le macerie. Soltanto il 10% della struttura è rimasta in piedi. Il crollo, di cui al momento non si conoscono le cause, ha sollevato una nuvola di detriti attraverso il quartiere, coprendo le auto fino a due isolati di distanza con uno strato di polvere.

L’edificio e i lavori sul tetto – L’area, che sta diventando sempre più esclusiva, è un mix di vecchi e nuovi appartamenti, case, condomini e hotel, con ristoranti e negozi che servono residenti e turisti. L’edificio fa parte della Champlain Towers, un condominio costruito nel 1981 su Collins Avenue con con oltre 130 unità abitative, di cui circa 80 occupate. Per oltre un mese ci sono stati lavori di costruzione sul tetto, ma non è chiaro se siano stati usati macchinari pesanti.

Le testimonianze – “Non avevo mai visto in tutta la mia vita così tante ambulanze, sembrava una scena da 11 settembre”, hanno detto alcuni testimoni che hanno assistito al crollo. “È come se fosse scoppiata una bomba”, raccontano. Nicholas Balboa, che si trovava nelle vicinanze, racconta di essere sceso in strada in piena notte dopo aver sentito un botto. “Pensavo fosse un tuono, poi ho sentito il terreno tremare”, ha detto. Una volta avvicinatosi al luogo ha sentito una voce e visto un ragazzo fra le macerie. “Vedevo le sue braccia. Diceva non lasciarmi”, racconta. Giunti i soccorritori, ha segnalato il ragazzo che è stato poi messo in salvo. “È stato come il lampo di un fulmine o un tuono, ma poi è continuato per almeno 15-30 secondi”, ha dichiarato ai giornalisti Barry Cohen, ex vice sindaco di Surfside e residente nell’edificio, salvato dai soccorritori.

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