Quando, in tribunale, gli inquirenti chiedono al fratello di Saman Abbas di indicare il luogo in cui è morta sua sorella, il sedicenne – testimone chiave nella storia della ragazza uccisa perché non voleva sposare l’uomo indicato dalla sua famiglia – prima scuote la testa per dire di no. Poi, racconta il Corriere della Sera, aggiunge: “Posso indicarvi il punto (vicino a una serra) in cui mia madre ha affidato Saman a mio zio Danish (Hasnain)”, l’uomo che – stando alle ricostruzioni – l’ha ammazzata, “forse strangolandola”, aggiunge il ragazzo.

Stando a quanto ripreso dalle telecamere di sicurezza dell’azienda agricola di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, dove lavora la famiglia Abbas, i fatti sono avvenuti nove minuti dopo la mezzanotte. In quel momento, il fratello di Saman si trova al piano terra della cascina dove vive la famiglia. Lì assiste per intero alla lite tra la diciottenne e i suoi genitori, Shabbar di 44 anni e sua mamma Nazia di 48. Dopo una serie di insulti – riporta ancora il Corriere – il padre della ragazza tenta di calmare le acque, invitandola a sedersi e parlare. Saman riesce ad avere indietro il suo passaporto, il vero motivo per cui l’11 aprile aveva rimesso piede nella casa da cui era scappata settimane prima. Fino a quel momento, infatti, la ragazza viveva nel centro protetto a cui l’avevano affidata i servizi sociali dopo il suo no alle nozze combinate in Pakistan.

La situazione, però, precipita quando, appena dopo aver ottenuto il passaporto, la ragazza si dà nuovamente alla fuga, e suo padre chiama Hasnain: “Ci penso io”, è la risposta dell’uomo. Un’ora dopo la mezzanotte le telecamere riprendono i genitori a qualche passo di distanza da Saman che si allontana lungo la strada sterrata. A un certo punto, il padre si ferma per guardare il telefonino, mentre madre e figlia proseguono. Il video termina qui. Il racconto prosegue solo nelle parole del fratello di Saman secondo cui “zio Danish le aspettava vicino a una serra“.

La tesi dell’omicidio premeditato è poi ulteriormente avvalorata da una conversazione tra Saman e il suo fidanzato, al quale la ragazza racconta di aver scovato – armeggiando col cellulare di sua mamma – una frase contenuta in un messaggio audio in cui una voce femminile dice che forse è arrivato il momento di “ammazzarla“, perché “lei ha già fatto così con voi, scapperà via”.

L’incidente probatorio, chiesto dal gip per provare a ricostruire la scena, ha scosso il fratello di Saman che – appena dopo essere stato portato al centro protetto – ha tentato la fuga, come già aveva fatto alcune settimane fa. Il minorenne è stato ritrovato dai carabinieri e gli assistenti sociali che hanno avuto modo di parlargli hanno detto che sta “vivendo notti agitatissime“, chiedendo di essere riportato in Pakistan. “Deciderà il tutore della Procura dei Minori di Bologna”, ha detto il suo legale Valeria Miari.

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