Ha passato la sua prima notte in carcere Ikram Ijaz, uno dei cugini di Saman Abbas indagato per il suo omicidio, arrestato a Nimes e consegnato ieri all’Italia. Arrivato a Reggio Emilia, nelle prossime ore verrà interrogato dai magistrati. Intanto nelle campagne di Novellara proseguono le ricerche del corpo della 18enne, che gli inquirenti ritengono sia stata uccisa dallo zio, Danish Hasnain, perché rifiutava un matrimonio combinato. Il caso della giovane di cui dal 30 aprile si sono perse le tracce, arriva anche in Parlamento, con l’avvio di un’indagine deliberata dall’ufficio di presidenza della Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato.

“È motivo di sgomento – spiega la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione – che una giovane donna possa rischiare la fine che temiamo abbia fatto Saman Abbas, soprattutto dopo aver cercato di salvarsi, chiedendo ripetutamente aiuto alle istituzioni del nostro Paese. In Italia, dove lei aveva scelto di vivere libera, le nostre leggi devono essere applicate fino in fondo e garantire la sicurezza a tutte le donne, di qualunque nazionalità o provenienza”. “Di fronte a tragedie come queste – prosegue Valente – non bastano il dolore e l’indignazione, e sono inammissibili le strumentalizzazioni politiche. Il legislatore ha il dovere di interrogarsi e di verificare se esista o meno un vuoto normativo. Come Commissione d’inchiesta cercheremo di accertare dove e come ha fallito la rete di protezione, e a questo scopo faremo tutte le audizioni necessarie e acquisiremo gli atti”.

Le ricerche nella Bassa Reggiana – Si amplia ulteriormente l’area di ricerca e si verificheranno alcuni punti, nel terreno, segnalati ieri dall’elettromagnetometro per cercare il corpo di Saman. In particolare vanno avanti le ricerche del battaglione nella zona del casolare dove viveva la famiglia, con i cani e con carotaggi e si faranno degli scavi dove, appunto, lo strumento ha individuato alcune anomalie nel terreno, tutte da verificare. Sarà inoltre fissato a breve l’interrogatorio di garanzia di Ikram Ijaz, uno dei cugini della ragazza, arrestato a Nimes e consegnato ieri all’Italia. Indagato insieme ad un altro cugino, allo zio di Saman e ai genitori, tutti latitanti, Ijaz da ieri sera è in carcere a Reggio Emilia. Da lui gli inquirenti sperano di ottenere informazioni per ricostruire la dinamica dei fatti e per individuare il corpo della giovane. È lui infatti che compare insieme allo zio e a un altro cugino in un video diffuso dai carabinieri in cui i tre si dirigevano a scavare una fossa. Con sé, infatti, portavano una pala.

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