Servono nuove assunzioni in magistratura altrimenti l’abbattimento dell’arretrato non sarà realizzabile. Vuol dire essenzialmente perdere i fondi del Recovery. È l’allarme lanciato dall’Associazione nazionale magistrati. “Se non si faranno concorsi in tempi rapidi, si arriverà (secondo le prime stime diffuse) a vuoti d’organico di ben 2.000 magistrati ordinari negli uffici di merito nei prossimi due anni. Con queste scoperture, che si aggiungono a quelle della pianta organica del personale amministrativo del 26,19%, potrebbero rivelarsi francamente non realistici gli obiettivi fissati nel Recovery fund, soprattutto con riferimento alla velocizzazione dei processi civili”, ha detto Salvatore Casciaro, segretario del sindacato delle toghe, intervenendo al Comitato direttivo centrale.

Gli interventi previsti per la riforma del processo civile, ha continuato Casciaro, “vanno nella giusta direzione”, ma sono “misure non adeguate a raggiungere l’obiettivo dell’abbattimento dell’arretrato nella misura del 40%” in 5 anni. Dunque “se si vuole ridurre i tempi dei processi in modo così drastico, misura che l’Europa impone e i cittadini attendono, occorre non solo avere il coraggio di operare un intervento di revisione della geografia giudiziaria e delle piante organiche, ma soprattutto coprire le pesanti vacanze dell’organico della magistratura professionale, la cui attuale scopertura è del 12,61% ma crescerà ulteriormente anche per i numerosi collocamenti in quiescenza e per la mancata indizione dal 2019 di nuovi bandi di concorso per il reclutamento dei magistrati ordinari”.

Il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, invece ha commentato i referendum sulla giustizia promossi da Matteo Salvini e i Radicali. “Il fatto stesso che si porti avanti il tema referendario sembra esprimere un giudizio di sostanziale inadeguatezza dell’impianto riformatore messo su dal Governo; e fa intendere la volontà di chiamare il popolo ad una valutazione di gradimento della magistratura, quasi a voler formalizzare e cristallizzare i risultati dei vari sondaggi di opinione che danno in discesa l’apprezzamento della magistratura”. “Credo che spetti all’Anm una ferma reazione a questo tipo di metodo”, ha detto il magistrato, provocando la reazione del leader della Lega. “Non si può aver paura dei referendum, massima espressione di democrazia e libertà, e di confrontarsi con il giudizio e la volontà popolare”. dice Salvini, definendo come “gravissime” le parole del presidente dell’Anm. Per Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputato M5S le parole del presidente del sindacato delle toghe sono “condivisibili”: “Noi – aggiunge – ci stiamo impegnando per un rinnovamento che possa rendere il sistema più efficiente e al servizio dei cittadini. Questa è la nostra priorità, insieme alla salvaguardia dei principi di autonomia e indipendenza dei magistrati”.

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