Sì alla legge Covid, no al bando dei pesticidi sintetici e al rafforzamento della norma esistente sulla riduzione delle emissioni di Co2 entro il 2030. Bocciata anche la consultazione “per acqua potabile pulita e cibo sano”, che voleva negare finanziamenti agli agricoltori che utilizzano pesticidi e antibiotici negli allevamenti, e via libera invece alla legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo, che rafforza gli interventi a titolo preventivo delle forze dell’ordine. Sono questi i cinque referendum sui quali ieri si sono pronunciati i cittadini elvetici che, e insieme al materiale per il voto per corrispondenza, hanno ricevuto a casa un opuscolo di ben 150 pagine con le spiegazioni dei test in votazione e gli argomenti dei favorevoli e dei contrari.

La legge Covid-19 – A colpire è in particolare il quesito col quale gli elettori si sono espressi sulla legge nazionale anti-Covid entrata in vigore lo scorso settembre. Un comitato di cittadini aveva infatti lanciato con successo un referendum contro tale normativa, base legale delle ordinanze emesse dal governo per far fronte alla pandemia. La legge Covid-19 ha attribuito al Consiglio federale (governo) competenze supplementari per combattere la pandemia e contiene un’ampia gamma di provvedimenti per mitigarne l’impatto economico su persone e imprese, con il versamento di svariati miliardi a titolo di indennità. La legge non riguarda le vaccinazioni e ha una durata limitata: quasi tutte le sue disposizioni decadranno infatti alla fine del 2021.

Per l’esecutivo federale, la legge è “necessaria per fare fronte alla crisi più grave dalla Seconda Guerra mondiale a questa parte ed assicura un sostegno finanziario a centinaia di migliaia di persone e imprese in difficoltà e preserva posti di lavoro e salari”. Sul fronte opposto, il comitato referendario criticava una legge entrata in vigore senza consultare il popolo, dando un ruolo preponderante al governo, in un paese federalista e di democrazia diretta. Per alcuni oppositori, il testo gettava inoltre le basi per “un tracciamento digitale completo, ossia per una sorveglianza di massa permanente”. La normativa sulla pandemia è stata varata per fornire una base giuridica alle decisioni prese dal governo elvetico tra la metà di marzo 2020 e la metà di giugno dello stesso anno senza il consueto intervento parlamentare, in virtù del diritto di necessità. E stata adottata dal parlamento nel settembre 2020 ed ha poi subito diverse modifiche.

Respinto il bando ai pesticidi sintetici – La campagna è stata aspra e combattutissima, ma gli elettori hanno finito per appoggiare in maggioranza la linea del governo nel respingere le due proposte di iniziativa pubblica (bando ai pesticidi e consultazione “per acqua potabile pulita e cibo sano”) che avrebbero apportato un notevole cambiamento nell’agricoltura svizzera. Per approvare proposte di iniziativa pubblica è infatti necessaria sia la maggioranza espressa dagli elettori che dai cantoni, ma che in entrambi i casi non si è raggiunta, con il 61% dei voti e tutti meno uno dei 26 cantoni che hanno bocciato il testo.

No a ulteriori riduzioni di Co2 – La Svizzera ha subito le conseguenze dei cambiamenti climatici, affrontando un aumento delle temperature due volte più veloce rispetto al resto del mondo. I gas serra, e in particolare l’anidride carbonica, sono indicati tra i principali responsabili. La proposta di legge comportava un rafforzamento della norma esistente sulla riduzione delle emissioni di co2 entro il 2030, nuove tasse sui carburanti e sul gas che generano Co2 e sui biglietti aerei. La proposta è stata respinta.

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