Un lavoratore autonomo con un Isee di 33.989 euro e tre figli minorenni a carico riceverà a partire da luglio e fino a dicembre poco più di 169 euro al mese. Mentre un percettore di Reddito di cittadinanza con Isee di 7.500 euro e tre figli a carico avrà diritto a 632 euro mensili. A un lavoratore dipendente con reddito di 56.300 euro e due bambini spetteranno invece 178 euro al mese contro i 103 euro attuali. Sono alcuni esempi degli importi con cui partirà, dal prossimo 1 luglio, l’Assegno unico universale previsto dalla legge di Bilancio del governo Conte 2 per dare sostegno economico ai nuclei familiari con figli a carico. Il governo Draghi ha appena varato una norma ponte che copre gli ultimi sei mesi di quest’anno: a partire dal 1 gennaio 2022, salvo sorprese il provvedimento diventerà strutturale e lo riceveranno tutte le famiglie a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento dei 21 anni dei figli a carico.

Un approfondimento della Fondazione Studi Consulenti sul Lavoro aiuta a capire che cosa cambia rispetto alla situazione attuale e quali cifre, in concreto, sono in ballo. Innanzitutto, la misura raggiungerà 2 milioni di famiglie in più rispetto a quelle che oggi percepiscono gli assegni familiari, perché spetterà anche ai lavoratori autonomi, ai disoccupati e ai percettori del reddito di cittadinanza che ora ne hanno diritto. I dipendenti, che già hanno gli assegni, percepiranno una maggiorazione. L’importo medio per nucleo sarà di 1.056 euro per sei mesi, 674 euro per figlio. Ma l’assegno effettivo dipende dal numero di figli e dal reddito Isee.

Quanto spetta – L’assegno verrà corrisposto per ogni figlio minore, in base al numero dei figli stessi e alla situazione economica familiare attestata dall’Isee. Gli importi si riducono al crescere del livello dell’Isee e si azzerano oltre i 50mila euro. Si andrà da un minimo di 30 euro a un massimo di 217,8 euro mese per figlio. Inoltre, se nel nucleo sono presenti più di due figli, l’importo unitario per ciascun figlio minore sarà maggiorato del 30%. Per ciascun figlio minore con disabilità spettano 50 euro aggiuntivi. L’assegno non andrà a sommarsi alla base imponibile Irpef.

I requisiti – Come detto, per accedere all’Assegno unico il nucleo familiare deve avere un Isee inferiore a 50mila euro annui e non deve avere diritto a percepire i normali assegni familiari. Questi, invece, continueranno all’inizio a essere corrisposti ai lavoratori dipendenti, anche se con una lieve maggiorazione. A differenza della misura definitiva del prossimo anno, che spetterà dal settimo mese di gestazione ai 21 anni del figlio (se ancora a carico), la forma ponte è rivolta soltanto alle famiglie con figli tra 0 e 18 anni. Potranno riceverlo anche i genitori divorziati: a ognuno dei due sarà versato il 50%.

Compatibilità – La misura è compatibile con tutte le altre prestazioni. Inoltre, come anticipato, anche i percettori del Reddito di cittadinanza potranno usufruire dell’Assegno Unico. “Già dal mese prossimo – si legge sempre nel documento della Fondazione Studi Consulenti sul lavoro -, i nuclei composti da 5 componenti di cui 3 figli minori, che già percepiscono il reddito di cittadinanza e possiedono un Isee che si attesta intorno ai 7mila euro potranno arrivare complessivamente a ricevere 1.653 euro mensili (1000 di rdc più 653 di Assegno Unico), cifra destinata a elevarsi ulteriormente qualora la famiglia risieda all’interno di una casa in affitto e abbia diritto al contributo di 280 euro previsto”.

Presentare la domanda – Le domande per ricevere l’Assegno andranno presentate entro il 30 giugno, in modalità telematica sul portale internet dell’Inps o in alternativa passando da Caf e Patronati. Inoltre, l’Inps stessa fornirà entro la scadenza le istruzioni per presentare le domande e consentire le erogazioni a partire dal 1° luglio. Per tutti, c’è comunque tempo fino al 30 settembre 2021, con la differenza però che le domande presentate entro quella data danno diritto alle mensilità arretrate. Le domande presentate dall’1 ottobre daranno diritto all’assegno a partire dal mese in cui la domanda è stata inoltrata. L’erogazione avverrà con bonifico bancario direttamente sul conto corrente.

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