Sarà il Consiglio superiore della magistratura a esprimersi sulla correttezza del provvedimento con cui il presidente del tribunale di Verbania, Luigi Montefusco, ha sottratto per ragioni tabellari il fascicolo sulla funivia del Mottarone alla gip Donatella Banci Buonamici, che pochi giorni prima aveva disposto – disattendendo le richieste della Procura – la scarcerazione dei tre indagati Luigi Nerini, Gabriele Tadini ed Enrico Perocchio. Il Comitato di presidenza del Csm – composto dal vicepresidente David Ermini e dalle due massime cariche della Corte di Cassazione, il primo presidente Pietro Curzio e il procuratore generale Giovanni Salvi – ha disposto l’apertura di una pratica, accogliendo la richiesta dei consiglieri togati Sebastiano Ardita, Nino Di Matteo e dell’intero gruppo di Magistratura indipendente (Loredana Micciché, Paola Maria Braggion, Antonio D’Amato e Maria Tiziana Balduini). L’istruttoria è affidata alla settima Commissione, che si occupa dell’organizzazione degli uffici giudiziari.

Ardita e Di Matteo, i primi consiglieri a prendere l’iniziativa, il 9 giugno avevano chiesto di convocare “con immediatezza la commissione competente e subito dopo l’assemblea plenaria affinché si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione adottata e la sua eventuale incidenza sui principi in tema di precostituzione del giudice“. Il giorno precedente la Camera penale degli avvocati di Verbania aveva proclamato un giorno di sciopero per il 22 giugno in polemica contro la destituzione del gip Buonamici. L’Unione delle Camere penali, invece, aveva rilanciato l’ipotesi di una pressione del procuratore generale di Torino sul presidente del Tribunale di Verbania per la sostituzione “di un giudice coraggiosamente indipendente dall’ufficio di Procura”. L’affidamento del fascicolo al gip Elena Ceriotti, appena rientrata in servizio dopo quattro mesi di pausa, è arrivata mentre Buonamici stava decidendo se accogliere o meno la richiesta di incidente probatorio – atto al quale la procura si oppone con forza – presentata da uno degli avvocati difensori, che hanno anche considerato l’ipotesi di chiedere lo spostamento dell’inchiesta in un’altra sede per “legittima suspicione”. Eventualità che sembra tramontata nelle ultime ore.

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