La scuola la promuove ma i genitori si rivolgono al tribunale amministrativo regionale per chiedere che venga bocciata. Una richiesta approvata dal presidente della sezione prima del Tar Toscana, Manfredo Atzeni che ha accolto il ricorso presentato dai genitori della bambina e dall’associazione “Orizzonte autismo” che ha sostenuto la battaglia di mamma e papà.

Il caso riguarda un’alunna autistica grave che frequenta una scuola secondaria di primo grado fiorentina. I genitori hanno impugnato il verbale dello scrutinio finale del consiglio di classe dello scorso mese di giugno relativo anche alla prova finale d’esame. Secondo mamma e papà la figlia ha avuto un percorso scolastico complicato. All’inizio dello scorso anno scolastico, dopo l’approvazione del Pei, il piano educativo individualizzato, i genitori avevano chiesto già allora di trattenerla un anno in più alle medie.

Un invito respinto dalla scuola che si è fatta forte di una nota del ministero interpretandola in maniera diversa rispetto alla decisione del Tar. Non solo. A detta del dirigente scolastico “il prolungamento della sua permanenza per un ulteriore anno comporterebbe, in ogni caso, per l’alunna il cambiamento di classe, e conseguentemente di compagni e docenti, con evidenti ripercussioni”. Una promozione alla secondaria di secondo grado che non è piaciuta ai genitori che a quel punto si sono rivolti ad un legale, l’avvocato Elisa Vannucci Zauli, per opporsi alla decisione della scuola attraverso la Giustizia.

Il Tar ha “bocciato” la lettura fatta dalla scuola della nota del ministero citando in sentenza “un’erronea interpretazione della normativa emergenziale” ritenendo che “l’anno di promozione dovesse considerarsi qualcosa di automatico e che, quindi, si potesse prescindere dalla verifica degli obiettivi di apprendimento personalizzati del Pei”. Inoltre i giudici hanno menzionato il Decreto legislativo 22 dell’8 aprile dello scorso anno, che obbliga i presidi a valutare, sulla base della richiesta della famiglia, la possibilità di consentire la re-iscrizione dell’alunno disabile all’anno frequentato.

A sfavore dell’istituto è pesata anche la prova finale dove nonostante i risultati insufficienti, la ragazza, è stata promossa: “Non è dato comprendere – scrive il giudice – il percorso logico deduttivo che ha portato il consiglio di classe a ritenere superata la stessa prova”. Da qui la condanna della scuola e la vittoria dei genitori che hanno potuto, per l’anno scolastico 2020/2021 re-iscrivere la figlia in terza media.

“A settembre 2020 – spiega Vannucci Zauli – il Tar si era già espresso a favore della sospensiva in attesa dell’udienza di merito perciò la studentessa ha potuto frequentare il nuovo anno come avrebbero voluto mamma e papà. I giudici hanno ritenuto importante il bisogno primario dell’inclusione per un disabile. La presenza dell’associazione “Orizzonte autismo” a sostegno della battaglia di questa mamma e di questo papà ha confermato che non si trattava di un capriccio dei parenti ma di una scelta condivisa da terzi”.

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