Cena all’aperto, balli sul palco senza mascherine di protezione, ma alle 22.00 tutti a casa. La protesta dei ristoratori dal titolo “Spegni il coprifuoco”, una cena in piazza offerta dagli esercenti locali con menù a base di cartocci di pesce, penne all’arrabbiata, pizza, porchetta e vino, ha lasciato piazza Grassi a Fiumicino vuota prima della chiusura dei locali limitrofi, con la polizia che ha chiesto agli ultimi manifestanti rimasti di lasciare la piazza attorno alle 21,30. “Pensiamo e crediamo che il coprifuoco sia anti costituzionale e non ha valenza scientifica”, spiega Fabio Pompili, di #ioapro, il movimento che insieme ai ristoratori del posto ha organizzato l’iniziativa.

A sedersi a tavola un centinaio di persone, tra questi anche il leader fiorentino di #ioapro, Momi El Hawi. Non mancano i clienti venuti a sostenere i proprietari delle loro trattorie preferite: “Aderisco a questa cosa perché c’è gente che sta a pezzi”, risponde un avventore. Sul palco si susseguono danzatori, comizi e canzoni. Alle 20.30 parte la musica disco e chi ha finito di mangiare si mette a ballare, per lo più senza mascherina. La festa però si interrompe dopo una decina di minuti, quando le forze dell’ordine intimano ai partecipanti di rispettare i protocolli anti-covid. “È consentito stare accalcati sulla metropolitana ma non si può ballare”, commentano gli organizzatori dal microfono.

Poco dopo le 21.00 i ristoratori che hanno preso parte all’iniziativa cominciano a riordinare i tavoli. È la polizia, attorno alle 21.30, a chiedere ai pochi rimasti di lasciare la piazza. Un paio di manifestanti provano a resistere senza successo: “Trentamila persone e non c’era la Digos, non c’era la Polizia, non c’erano i Carabinieri, non c’erano i manganelli, il coprifuoco, le mascherine e le restrizioni. Però c’era lo scudetto dell’Inter”.

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