E poi dicono che mamma Rai non è appetibile. Nella carica dei 194 candidati al prossimo cda di nomina parlamentare (in totale sono 320 nomi: 183 al Senato e 137 alla Camera, ma tagliando chi si è candidato in entrambi si scende a 194) c’è di tutto e di più: ex politici, riciclati, portaborse, giornalisti di ogni ordine e grado, ma pure manager pubblici e privati che magari un bel posto di lavoro già ce l’hanno. E pure qualche cosiddetto “impresentabile“. Su tutti, tra questi, merita una citazione Mauro Masi, già direttore generale ultraberlusconiano a Viale Mazzini dal 2009 al 2011. Di lui si ricordano due cose: la telefonata in diretta nel gennaio 2011 ad Anno Zero per prendere le distanze preventive su quello che avrebbe detto in trasmissione Michele Santoro, che reagì con un bel “vaffa” . E la condanna per danno erariale nei confronti della stessa Rai, che Masi è stato costretto a risarcire per 100mila euro. “Se Masi torna in Rai, m’incateno davanti a Viale Mazzini”, ha detto ieri Santoro, allibito davanti all’eventualità. Lo scorso dicembre, tra l’altro, con un colpo da maestro Masi è riuscito a diventare presidente di Consap dopo tre mandati da ad. Perché Masi si ricandida? L’input arriva da qualche esponente di Forza Italia, ma la sua candidatura non dovrebbe andare lontano.

Molti, come sempre, i giornalisti. Riecco spuntare, per esempio, Piero Vigorelli, detto Vampirelli per la sua predilezione per la cronaca nera: ex direttore della Tgr che, quando Silvio Berlusconi trionfò nel 1994, fu avvistato girare per Saxa Rubra avvolto nella bandiera di Forza Italia. Poi ci sono gli ex del Tg1 Tiziana Ferrario, Daniela Tagliafico e Roberto Amen. E pure l’ex direttore di Isoradio, Danilo Scarrone. La Rai attrae molto pure a Mediaset, visto che tra i nomi spunta quello di Claudio Brachino, forse in cerca di collocazione dopo esser stato silurato un paio d’anni fa dalla direzione di Videonews. Altro giornalista è Luca D’Alessandro, con un passato a Libero e all’ufficio stampa di Forza Italia e un passaggio parlamentare come deputato. Altri giornalisti sono Stefano Sedazzari (ufficio stampa Pd Senato), l’ex direttore di Europa ed ex capo ufficio stampa della Camera, Stefano Menichini, e l’ex portavoce di De Mita, Giuseppe Sangiorgi. Infine, come annunciato, si è candidato pure Giovanni Minoli. In corsa anche Giancarlo Mazzuca, già in passato in consiglio d’amministrazione in quota centrodestra. Giornalista e professore di diritto dell’informazione è Ruben Razzante. Candidata anche Paola Severini Melograni, giornalista Rai che si occupa di sociale, il cui nome sembra in lizza addirittura per la presidenza. Dal mondo della comunicazione arrivano, invece, Stefania Berbenni, Camillo Ricci e Tullio Camiglieri.

Ben nutrita anche la schiera di ex politici. Come l’ex deputato forzista Massimo Palmizio, l’ex di Centro democratico Mario Marazziti (esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio), e altri due ex parlamentari forzisti, Salvatore Cicu e Giancarlo Innocenzi. Nell’elenco pure l’ex deputato Riccardo Mazzoni, prima in Fi e poi in Ala di Denis Verdini. Non mancano, poi, nomi più o meno noti dal mondo delle imprese. Spiccano Francesca Bria (Cdp, molto quotata in area Pd), Barbara Pavone (ex Warner media), Ruggero Aricò (Enel Green Power), Alessandra Bucci (Join Group), Maurizio Valfrè (Banca Ubae), Stefano Romeo Poddiche (Tema), Matteo Gattola (Officine Smart). E Fabrizio Cannizzaro, presidente di Gela Surgelati, azienda di Ascoli Piceno che pruduce appunto cibo congelato. Cosa c’entra col cda della Rai? “Sono un cittadino che paga il canone e vorrei che la Rai facesse servizio pubblico con informazione e cultura”, dice il diretto interessato.

Nella lunga lista anche personale Rai, come Flavia Barca (sorella di Fabrizio, lavora all’Ufficio Studi Rai), Ennio Matano (funzionario), Anna Maria Magro (organismo di vigilanza), Franco Matteucci (capo struttura) e Paolo Favale (ex capo degli affari legali). Tra i candidati papabili c’è pure Simona Agnes, figlia dello storico direttore generale. Tra gli avvocati, invece, si fa notare il nome di Pieremilio Sammarco, già associato dello studio di Cesare Previti e da anni titolare dell’omonimo studio romano dove ha mosso i suoi primi passi professionali Virginia Raggi. Sul fronte magistrati troviamo Roberto Alfonso, ex pg della Corte d’Appello di Milano. Ci sono, poi, i consiglieri uscenti su cui puntano ancora Matteo Salvini e Giorgia Meloni: Igor De Biasio in quota Lega e Giampaolo Rossi per Fdi. Sorpresa delle ultime ore, invece, l’assenza di Beatrice Coletti: segno che i Cinque Stelle sosterranno un altro nome per il Cda.

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