La Roma fa il colpo a sorpresa: annunciata la fine scontata del rapporto con Paulo Fonseca, la società giallorossa comunica che il nuovo allenatore per la stagione 2021/2022 sarà José Mourinho. Il tecnico portoghese, esonerato meno di un mese fa dal Tottenham, torna in Italia 11 anni dopo il Triplete conquistato alla guida dell’Inter. Al termine di una stagione deludente, che solo un’impossibile rimonta nella semifinale di ritorno di Europa League potrebbe miracolosamente riabilitare, la famiglia Friedkin già rilancia le ambizioni per il futuro del club. Il colpo Mourinho dimostra le intenzioni della nuova proprietà: il portoghese non si muove senza garanzie sulla possibilità di puntare al successo e porta con sé un appeal e un ritorno mediatico senza eguali. La Serie A ritrova un tecnico polemico e divisivo, capace però come nessun altro di far parlare di sé e di muovere interesse.

“Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto (General manager dell’area sportiva, ndr) ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa Società”, ha commentato Mourinho. “L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico. Daje Roma!”, le sue prime parole da tecnico giallorosso. Tecnicamente, lo Special One sarà “il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra”, si legge sui canali social della società. Gli stessi dove solo tre ore prima era stato dato l’addio a Paulo Fonseca, ringraziandolo per aver “guidato la squadra attraverso diverse sfide, incluse la pandemia da Covid e un cambio di proprietà”. Ora però il presidente Dan Friedkin ha deciso: il futuro è con Mourinho, che ha firmato un accordo che lo legherà alla Roma fino al 30 giugno 2024.

Sia chiaro: il portoghese non è più sinonimo di successo assicurato. Lo dimostra appunto l’ultima esperienza al Tottenham: con una squadra attrezzata per competere ad alti livelli, è stato cacciato lo scorso 19 aprile, visto il settimo posto in classifica a cinque punti dalla zona Champions e l’eliminazione dall’Europa League per mano della Dinamo Zagabria. Erano stati due anni e mezzo difficili anche quelli passati sulla panchina del Manchester United, in cui però Mou aveva comunque alzato tre trofei: un Community Shield, una Coppa di lega e una Europa League.

È proprio qui che sta la grandezza dell’annuncio: sulla panchina giallorossa arriva un allenatore che è stato capace di vincere due Champions League, 8 campionati in 4 differenti nazioni e la bellezza di 25 trofei totali. Più di quanto abbia vinto la Roma in tutta la sua storia. Per ritrovare un tecnico così vincente nella Capitale bisogna tornare a Fabio Capello, proprio l’ultimo ad essere riuscito nell’impresa di vincere uno scudetto. Un dato di fatto certificato anche dal balzo improvviso del titolo As Roma a Piazza Affari, dove è schizzato a +22,35%.

“Quando José ci ha dato la sua disponibilità, abbiamo immediatamente colto l’occasione per parlare con uno dei migliori allenatori di tutti i tempi”, il commento di Tiago Pinto, General Manager della Roma, dopo l’ufficialità dell’arrivo di José Mourinho sulla panchina giallorossa. “Siamo stati impressionati dal suo desiderio di vincere e dalla sua passione per il gioco del calcio: per lui non contano i trofei vinti in carriera ed è sempre concentrato sul prossimo -aggiunge Pinto – Possiede la conoscenza, l’esperienza e la leadership per competere a tutti i livelli. Siamo consapevoli di quanto, per poter costruire un progetto sportivo di successo, siano necessari il tempo, la pazienza e le persone giuste al posto giusto. Siamo decisamente convinti che José sarà l’allenatore perfetto per il nostro progetto, sia a breve sia a lungo termine. Tutti insieme, con la visione e l’ambizione di Dan e Ryan, costruiremo le fondamenta di una nuova AS Roma”.

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