Primo via libera alla calendarizzazione del disegno di legge contro l’omotransfobia al Senato dopo settimane di polemiche, rimpalli, pressing e resistenze. Anche se la situazione rimane molto tesa: il ddl dovrebbe essere incardinato entro maggio, ma ancora non è chiaro quando.

Il voto in commissione Giustizia di Palazzo Madama è passato con 13 sì e 11 no. A chiedere da tempo l’avvio della discussione sono Pd, M5s, Leu e Italia viva. Contrario il centrodestra. Il provvedimento è stato approvato in prima lettura alla Camera il 4 novembre 2020. La commissione Giustizia, dopo l’ennesimo stop di ieri, ha messo ai voti i provvedimenti considerati prioritari da ogni gruppo parlamentare (ognuno ne ha indicati tre). Fra gli altri appunto, il disegno di legge contro l’omotransfobia, che ha avuto 13 voti favorevoli e 11 ‘no’ (contrario tutto il centrodestra).

Come ha riferito in Aula poco dopo, il presidente della commissione Andrea Ostellari della Lega sarà il relatore del provvedimento: proprio il leghista è tra i principali oppositori, insieme al suo partito, del disegno di legge. Ora si attende che la commissione definisca un calendario dettagliato per l’esame di ogni provvedimento, stabilendo l’inizio dell’esame e l’eventuale calendario di audizioni. Ostellari e la Lega hanno detto più volte che “le priorità sono altre” e non il ddl Zan.

“Il voto sul calendario dei lavori ha certificato che, in Commissione giustizia, la maggioranza è spaccata“, ha detto Ostellari. “Al successivo incardinamento del disegno di legge Zan, seguiranno le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative. Il regolamento prevede che il relatore di ciascun disegno di legge sia il presidente della commissione, che ha la facoltà di delegare questa funzione ad altri commissari. Poiché sono stato confermato presidente, grazie al voto della maggioranza dei componenti della Commissione, per garantire chi è favorevole al ddl e chi non lo è, tratterrò questa delega”.

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