“Intollerabile in piena pandemia fingere di essere all’opposizione per cavalcare il malcontento dei cittadini e al tempo stesso assestarsi comodamente al vertice di ministeri importanti e sedersi tra i banchi della maggioranza per lucrare vantaggi, per appuntarsi medaglie e piantare bandierine“. Il capo politico del M5s Giuseppe Conte non ha usato mezze misure per criticare l’iniziativa del leader della Lega Matteo Salvini, che il 25 aprile ha lanciato una raccolta firme per dire no al coprifuoco imposto dall’esecutivo. L’ex premier non nomina mai il suo ex alleato di governo, ma il riferimento è chiarissimo. Nel post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Conte riprende e rilancia le stesse critiche mosse ieri dal segretario del Pd Enrico Letta, secondo cui Salvini dovrebbe uscire dalla maggioranza se non è convinto di rimanerci. Non solo. Per Letta l’astensione della Lega in consiglio dei ministri sulle misure anti Covid non deve assolutamente più ripetersi.

Nella mattinata di oggi è arrivata la replica di Matteo Salvini, secondo cui il vero provocatore è il leader del Partito democratico: “Lega fuori dal governo? Ho tutta l’intenzione di stare dentro, qualcuno ci vorrebbe fuori, come il Pd” ha detto il numero uno del Carroccio, che poi ha invitato Letta a “firmare il nostro appello per fermare il coprifuoco”. A distanza di qualche ora è arrivata la presa di posizione di Giuseppe Conte, che apre il suo post su Facebook con una domanda retorica: “Da che parte stare? Dalla parte di chi soffia sul fuoco o dalla parte di chi prova a spegnere l’incendio?”. Dopo aver ricordato che “governare in tempi di pandemia è una responsabilità durissima” perché “si è costretti a intervenire con misure limitative di alcune pur fondamentali libertà costituzionali”, l’ex premier sottolinea che questo tipo di impegno si traduce “in scelte a primo giudizio impopolari, poco adatte a chi in tempi di pandemia preferisce guardare alle tabelle dei consensi”.

Per questo motivo, i partiti sono obbligati a scegliere: stare all’opposizione, “sperando di riuscire a intercettare il diffuso malcontento delle tante famiglie e imprese che stanno affrontando una durissima prova”, oppure “condividere le responsabilità di governo”. Una terza via per Conte non esiste. Da qui la critica a chi cerca di “utilizzare la propria posizione per incassare onori e vantaggi, rifuggendo però oneri e responsabilità”: “È tanto facile quanto ingiusto e scorretto” dice che il capo politico del Movimento. Che poi aggiunge: “È intollerabile in piena pandemia fingere di essere all’opposizione per cavalcare il malcontento dei cittadini e al tempo stesso assestarsi comodamente al vertice di ministeri importanti e sedersi tra i banchi della maggioranza per lucrare vantaggi, per appuntarsi medaglie e piantare bandierine”.

“Cosa faranno adesso i ministri leghisti? – chiede Conte – Si accoderanno ad apporre le proprie firme alla iniziativa propagandistica contro il coprifuoco lanciata ieri dal loro leader di partito, oppure si dissoceranno? Immagino che tutti i cittadini vorrebbero idealmente firmare non solo contro il coprifuoco – è il ragionamento dell’ex premier – ma contro tutte le limitazioni e le sofferenze che questa pandemia ci sta procurando. Ma forse, prima di tutto, i cittadini pretendono dai propri governanti trasparenza e correttezza”. Poi la conclusione: “Bisogna scegliere da che parte stare: se da quella di chi soffia sul fuoco o da quella di chi si rimbocca le maniche per spegnere l’incendio”.

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