Il vero provocatore, a suo avviso, è Enrico Letta. La riapertura totale si può fare già a metà maggio. E l’auspicio è che “qualcuno” non tenga la barra dritta per una ripresa graduale delle attività. L’ultima bordata di Matteo Salvini è per il segretario del Partito Democratico che domenica lo aveva invitato a scegliere tra il sedere al tavolo del Consiglio dei ministri e iniziative come quella contro il coprifuoco. “Lega fuori dal governo? Ho tutta l’intenzione di stare dentro, per le nostre idee e le nostre battaglie, qualcuno ci vorrebbe fuori, come il Pd di Letta”, la risposta del leader della Lega a Rtl 102.5. “Basta che Letta non provochi continuamente, come sta facendo a partire dallo Ius soli”, aggiunge invitando Letta a “firmare il nostro appello per fermare il coprifuoco”.

Quindi il mantra dell’abolizione dello stop alla circolazione alle 22: “Siamo d’accordo con Draghi, entro metà maggio ci sarà un aggiornamento in base ai dati scientifici, se continueranno a essere positivi, dal nostro punto di vista la riapertura deve essere totale, con azzeramento del coprifuoco”. Che, insiste, “non ha alcun fondamento scientifico”. Poi il vaticino: “La fine della pandemia è vicina? Lo spero, lo indicano i numeri”. E l’ennesimo colpo all’ala rigorista: “Spero che qualcuno non dica ‘tiriamo giugno, tiriamo luglio’” per dare il via alle riaperture e far ripartire l’economia “perché ogni giorno ci sono aziende che chiudono e posti di lavoro che se ne vanno”.

L’ennesima provocazione di Salvini ha spinto il governatore del Lazio ed ex segretario Pd, Nicola Zingaretti, a rispondere in maniera netta al numero uno della Lega: “Nella Conferenza dei presidenti di Regione è uso procedere all’unanimità, io ho detto pubblicamente che la regola del coprifuoco alle 22 andava rispettato. Concordo con il giusto richiamo di Letta, è inaccettabile che una parte della maggioranza di governo raccolga firme contro il governo stesso”, ha detto a Rai News24. Per Zingaretti quello del leader della Lega è un atteggiamento “non corretto che mina la credibilità di chi lo fa”. Quando si prende una decisione, dice ancora Zingaretti, “non si raccolgono le firme contro le decisioni prese, è l’abc, anche quando si fa una gita tra amici”. L’atteggiamento della Lega, ad avviso di Zingaretti è “assolutamente strumentale”, figlio del fatto che è “ossessionata di non scomparire e non pensa al bene del Paese”.

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