Il dibattito sul Recovery Plan approda alla Camera e c’è chi come la deputata del Partito democratico, Beatrice Lorenzin ammette le poche differenze tra il piano del governo Conte2 ed l’esecutivo guidato da Mario Draghi: “Mantenuta la stessa impostazione, ma la differenza è che oggi c’è Draghi”. Un elemento che Lorenzin definisce “di garanzia rispetto alle problematiche che abbiamo con L’Europa”. E sui margini di modifiche, la deputata dem ammette che “non ne vedo”. Più duro Nicola Fratianni: “Differenze con quello del governo Conte? L’impianto è quello, anzi vedo dei peggioramenti di questa piano rispetto a quello del governo precedente. Anzi la cosa più clamorosa è che l’ultima versione del Recovery Plan ci è stata data alle ore 14 di oggi, questa è una ratifica ed è grave soprattutto perché su questi temi è stato abbattuto il governo precedente”. E sul fatto che rispetto all’ultima versione del piano italiano sia sparito ogni riferimento al salario minimo e a “Quota 100”, il segretario di Sinistra Italiana è netto: “Mi auguro che il salario minimo sia un errore”. E conclude: “Polemiche sul coprifuoco? Questo racconta molto dell’ipocrisia della politica che prescinde dal co0n pronto di merito”.

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