A marzo sono state immatricolate in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) 1.387.924 autovetture, con una crescita del 62,7% rispetto allo stesso mese del 2020. Ma non c’è da stappare lo champagne, però, perché marzo 2020 era stato anche un periodo di totale lockdown, in cui si era verificato un azzeramento della domanda. Se non altro, quest’ultima migliora rispetto a febbraio scorso, quando le registrazioni di nuove autovetture si sono fermate a quota 850.170 unità.

Ma per avere un’idea dell’effettivo andamento del mercato – avverte il Centro Studi Promotor (CSP) – occorre fare il confronto con l’ultimo marzo “normale”, che è quello del 2019. “Questo confronto mette in evidenza un calo di ben il 21,6% che riflette una situazione di mercato ancora estremamente difficile in tutta l’Europa Occidentale sia per le chiusure delle concessionarie in molti paesi sia, e soprattutto, per l’impatto della pandemia sull’economia e quindi sulla propensione all’acquisto di autovetture da parte di privati e imprese”, spiega in una nota ufficiale Gian Primo Quagliano, presidente di CSP: “Va tuttavia segnalato che in questa situazione particolarmente difficile continuano a crescere ovunque le immatricolazioni di auto elettriche e ibride, ma la dinamica positiva della domanda per questo tipo di vetture non è sufficiente per compensare gli effetti negativi della pandemia”.

Proprio in virtù del confronto col disastroso marzo 2020, è l’Italia ad aver registrato il miglior rimbalzo fra i Paesi europei: a marzo la crescita, virtuale, ha sfiorato il 500%. Seguono Francia (+191,7%), Spagna (+128%), Germania (+35,9%) e Regno Unito (+11,5%). La causa di queste differenze è dovuta agli impatti, molto differenti, che la pandemia ha avuto sui mercati dei diversi Paesi che compongono l’area. Tuttavia, fa ben sperare l’andamento del primo trimestre: le immatricolazioni risultano in crescita del 3,2% a 2.560.330 unità, nonostante gennaio (-24%) e febbraio (-19,3%) non abbiano affatto brillato. A fare da locomotiva in questo senso sono state Italia (+28,7%) e Francia (+19,3%), mentre arrancano Spagna (-14,9%), Regno Unito (-12%) e Germania (-6,4%).

Ma, come precisa CSP, se il confronto si fa col 2019, la prospettiva cambia radicalmente: “confrontando l’andamento dei maggiori mercati dell’Europa Occidentale nel primo trimestre 2021 con quello del primo trimestre 2019, emerge che la Germania accusa un calo del 25,4%. Nel Regno Unito le immatricolazioni del primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019 fanno registrare un calo del 39,3%”. Per l’Italia il medesimo confronto evidenzia un calo del 16,9%. “La ragione del risultato meno negativo dell’Italia è dovuta al fatto che nel nostro Paese sono stati previsti incentivi anche per le auto con alimentazioni tradizionali e con emissioni non superiori a 135 gr/km che hanno avuto un notevole successo”, spiega CSP. In Francia nel primo trimestre 2021 il calo rispetto al periodo corrispondente del 2019 è stato del 20,2%, mentre il risultato in assoluto peggiore nel primo trimestre di quest’anno lo fa registrare la Spagna, con una contrazione delle immatricolazioni sul primo trimestre 2019 del 41,3%.

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