La Commissione europea ha raggiunto un accordo con Pfizer per accelerare l’approvvigionamento di vaccini, con 50 milioni di dosi consegnate in anticipo nel secondo trimestre, che saranno distribuite agli Stati Ue a partire da aprile. Lo ha detto la presidente Ursula von der Leyen, annunciando anche quello che di fatto è un definitivo cambio di rotta negli acquisti: “Dovremo sviluppare vaccini adattati alle nuove varianti, presto e in quantità sufficienti. Tenendo questo a mente, dobbiamo focalizzarci sulle tecnologie che hanno dimostrato il loro valore: i vaccini a Rna messaggero (come Pfizer e Moderna, ndr) sono un caso chiaro”. Di fatto, un addio ai composti a vettore virale come AstraZeneca e Johnson&Johnson, non tanto e non solo per i dubbi legati alla sicurezza, quanto per i tanti ritardi avuti nelle consegne. Von der Leyen, infatti, ha voluto ringraziare BioNTech/Pfizer che “si è dimostrato un partner affidabile, ha consegnato secondo gli impegni, risponde ai nostri bisogni“.

La “buona notizia” è che “le vaccinazioni accelerano“, gli Stati membri “hanno ricevuto, a ieri, 126 milioni di dosi. Sono felice di annunciare che oggi abbiamo raggiunto i 100 milioni di vaccini somministrati, un traguardo di cui andare fieri. Di questi 100 milioni, più di un quarto sono seconde dosi“, ha detto von der Leyen. Che poi ha annunciato l’accordo con Pfizer per accelerare la consegna dei vaccini: 50 milioni di dosi che “erano inizialmente previsti per il quarto trimestre 2021, ora saranno disponibili nel secondo“, ovvero tra aprile e la fine di giugno. “Questo porta il totale delle consegne da parte di Pfizer-BioNTech a 250 milioni di dosi nel secondo trimestre. Queste dosi verranno distribuite pro quota in rapporto alla popolazione, a tutti gli Stati membri”, ha confermato von der Leyen. L’Italia prevedeva di ricevere circa 24 milioni di dosi Pfizer entro giugno, che a questo punto dovrebbero invece superare quota 30 milioni.

“Stiamo ora avviando una trattativa con Pfizer per un terzo contratto” di fornitura dei vaccini che “prevede la consegna di 1,8 miliardi di dosi nel periodo dal 2021 al 2023“, ha poi annunciato la presidente della Commissione, precisando che l’accordo “comporterà che non solo la produzione dei vaccini, ma anche quella dei componenti essenziali, abbiano sede nell’Unione europea“. La conferma che l’Europa punterà sui vaccini sviluppati con la tecnologia a Rna messaggero: attualmente quelli approvati dall’Ema sono due, Pfizer e Moderna, ma entro giugno potrebbe arrivare l’autorizzazione anche per il composto di Curevac, a sua volta un vaccino a mRna.

“Sul medio termine, è chiaro che per sconfiggere il virus dovremo essere pronti al fatto che a un certo punto potremmo aver bisogno di richiami per rafforzare e prolungare l’immunità. Se si presenterà una variante, avremo bisogno di sviluppare vaccini adatti ad essa e di quantità tempestive e sufficienti”, ha infatti rimarcato von der Leyen. Da qui il suo invito a focalizzarsi sui vaccini che per ora non hanno creato problemi dal punto di vista della sicurezza, ma indirettamente anche su quelle aziende che, dopo gli inciampi iniziali, hanno per ora rispettato gli impegni pattuiti con Bruxelles. ” Questo – ha concluso von der Leyen – va a immediato beneficio dei cittadini Ue”.

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