La gioia per un gol bellissimo, poi la tristezza di fronte a una foto e di nuovo la gioia. Sono gli ultimi tre giorni per Victor Osimhen, l’attaccante nigeriano del Napoli: l’acquisto più costoso della storia degli azzurri. Ha segnato Osimhen domenica contro la Sampdoria, chiudendo un match importante per la sua squadra, in corsa Champions: ha celebrato il gol su Instagram, ma subito dopo tra le “stories” ha aggiunto una foto, una donna con una sola gamba, con una maglietta con su scritto “no pain no gain”, che si regge su una stampella di legno di fortuna e in una strada affollata regge sulla testa un contenitore con alcune bottigliette d’acqua, per venderle.

“Questa foto è al tempo stesso deprimente e motivazionale“, scrive Osimhen. Di fronte a quella immagine si è aperto un mondo per un ragazzo di soli 22 anni che oggi ha cambiato le sue stelle, ma che fino a pochi anni fa era nella stessa condizione della donna nella foto. Quella dell’attaccante era una famiglia povera e i genitori con i bambini si trasferirono (con Victor che non era ancora nato) da Esan South, nella zona meridionale della Nigeria, alla capitale Lagos: ma l’infanzia per lui e i suoi fratelli è stata comunque terribile. Cresciuto vicino alla discarica di Oregun e per aiutare la famiglia e i fratelli a sbarcare il lunario trasportava proprio bustine d’acqua, vendendole ai semafori sotto il sole cocente.

Comprensibile quindi che Osimhen, che alla sua terra e alla sua gente è rimasto molto legato, sia rimasto colpito da quella foto: su Instagram ha chiesto ai follower (ne ha oltre cinquecentomila, molti di questi suoi connazionali) di aiutarlo nel cercare di rintracciare la ragazza ritratta. Nel dialetto di Esan South, area del nord della Nigeria da dove proviene la famiglia di Victor, Osimhen vuol dire “Dio è buono”. Chissà che quel dialetto non lo conosca anche la ragazza della foto, che come annunciato dallo stesso centravanti del Napoli sui social, è stata ritrovata e il bomber ha potuto avere una conversazione con lei. Ha postato la foto della videochiamata con la ragazza visibilmente sorridente e ha ringraziato chi l’ha aiutato a ritrovarla: “L’ho trovata, voglio ringraziare tutti coloro che hanno mostrato preoccupazione per la sua situazione. Dio vi benedica”.

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