Nuovo caso di omofobia a Torino, dove un 23enne è stato aggredito da un gruppo di ragazzi. La vittima, Henry Gomez Simón Andre, è uno studente di origini cilene che vive nel capoluogo piemontese dall’ottobre 2019: si stava recando a un mini market per acquistare delle bevande quando è stato insultato da cinque ragazzi che lo hanno poi picchiato. Gli aggressori hanno urlato al ragazzo maricon (insulto omofobo in spagnolo) e lo hanno preso a calci e pugni, fino all’intervento del titolare del market che è riuscito a metterli in fuga. Il giovane tornando a casa ha fatto un video per denunciare l’accaduto, mentre stava ancora sanguinando.

La sindaca Chiara Appendino su Twitter ha definito “ignobile chi commette simili violenze” e ribadito l’urgenza dell’approvazione della legge sull’omotransfobia: “La legge Zan deve essere approvata senza ulteriori ritardi. Hai tutta la mia vicinanza”, ha concluso la prima cittadina. L’assessore ai Diritti del Comune di Torino, Marco Giusta, ha commentato: “A Torino un nuovo caso di omofobia. A questo ragazzo il Parlamento deve immediatamente una riposta, così come a tutte le persone che vivono quotidianamente l’omolesbobitransfobia sulla loro pelle. Non possiamo più aspettare, non è più tempo di rinvio. Purtroppo – ha spiegato l’assessore Giusta – anche la nostra città, nonostante sia una delle più attente al tema dei diritti e della valorizzazione delle differenze, non è immune all’omofobia. Vedere il viso di questo giovane pieno di sangue e le sue lacrime fanno stringere il cuore. A lui tutta la mia solidarietà e vicinanza, a livello personale e a nome della Città”.

Arcigay Torino si è unito al coro di voci di solidarietà per Henry. “Questo non è il primo caso di violenza omolesbobitransfobica avvenuto nella nostra città e come associazione continueremo a muoverci per arginare queste violenze”, ha dichiarato la presidentessa Serena Graneri. “Questo bruttissimo fatto – ha aggiunto – ci ricorda ancora una volta quanto sia necessaria e urgente una legge che tuteli la nostra comunità da attacchi omolesbobitransfobici. Desideriamo che venga ripresa il prima possibile la discussione in Senato del testo di legge Zan. Non si può più aspettare“, ha concluso Graneri.

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