Va bene essere il “CR7 dei banchieri”, come qualcuno lo definisce, ma lo stipendio offerto al nuovo amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel a qualcuno sembra davvero un po’ eccessivo. Non solo per la cifra in sé, 7,5 milioni di euro, ma per il fatto che la maga busta paga comprenda un premio da 5 milioni di euro in azioni non collegato ai risultati ottenuti. Uno stipendio sontuoso che farebbe di Orcel il banchiere più pagato in Italia e uno dei più pagati in Europa. Così i proxy advisor Iss e Glass Lewis, ossia società che forniscono consulenze agli azionisti, hanno invitato i soci a votare contro il pacchetto retributivo in occasione dell’assemblea che si svolgerà il prossimo 15 aprile.

Glass Lewis definisce “molto preoccupante lo scarso livello di divulgazione fornito sul pacchetto retributivo dell’amministratore delegato” che definisce “eccessivo”. L’ex numero uno di Unicredit Jean Pierre Mustier nel 2016 al suo ingresso aveva ridotto del 40% il compenso fisso, portandolo a 1,2 milioni e l’anno scorso aveva rinunciato a 2,6 milioni di bonus. . Iss parla di un aumento del 111% rispetto alla remunerazione fissa dell’ex amministratore delegato Jean Pierre Mustier. L’anno scorso, nel pieno della pandemia, lo stesso Mustier tagliò del 75% la remunerazione legata agli obiettivi, donando poi 2,7 milioni ad Unicredit Foundation. Una scelta di sobrietà non sarebbe fuori luogo neppure adesso visto che Unicredit, come tutto il comparto bancario, si avvia ad affrontare mesi complicati man mano che le difficoltà di aziende e famiglie causate dalla pandemia inizieranno a farsi sentire anche sui bilanci bancari.

La specialità di Orcel sono le operazioni di fusione e acquisizioni tra banche. Su questo ha costruito una carriera passata tra Goldman Sachs, Merrill Lynch e Ubs. E’ sua la regia della vendita di Antonveneta a Mps, con una plusvalenza per il venditore Santander di 2,5 miliardi di euro maturata in poche settimane. Operazione da stappare champagne per la banca spagnola e lo stesso Orcel, sciagurata per la banca senese che da quel momento inizierà ad inabissarsi. Percorsi che potrebbero ora tronare af incrociarsi. Non è un segreto che Unicredit sia la principale candidata a rilevare la banca di Siena (e la dote che il Tesoro assegnerà a chi se la prende). Come ha ricordato pochi giorni fa Nicola Borzi su Il Fatto Quotidiano dietro di sé Orcel ha lasciato anche una lunga scia di tagli. Le fusioni che ha organizzato sono costate il lavoro a 60mila dipendenti.

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