“Starei attento a fare questi contratti” su Sputnik “perché ieri la presidente della Commissione europea ha messo in luce come, da un’indagine fatta dalla Commissione, loro possano produrre massimo 55 milioni di dosi, di cui il 40% in Russia e il resto in vari siti internazionali” e soprattutto “non è stata ancora presentata formale domanda all’Ema”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sul vaccino russo e dopo la decisione del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, di stipulare un contratto con il fondo russo per acquistare dosi quando l’Ema darà via libera. “È comunque un vaccino in due dosi, a differenza di Johnson&Johnson e se va bene il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell’anno”, ha aggiunto Draghi passando poi la parola al ministro della Salute, Roberto Speranza, presente in conferenza stampa. Il titolare del ministero della Salute ha quindi aggiunto: “Aspettiamo che Ema svolga il suo processo autorizzatorio e che Aifa faccia la stessa cosa”.

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