Consueta guerra di cifre sull’adesione allo sciopero che per la prima volta ha coinvolto tutto i lavoratori della filiera Amazon, dagli addetti ai magazzini ai corrieri che consegnano le merci a domicilio. Secondo i dati Filt – Cgil sarebbero circa il 75% i lavoratori che hanno preso parte alla mobilitazione che tra dipendenti diretti e indiretti coinvolge 40mila lavoratori. In alcuni siti si sarebbe arrivati al 90%. Molto diversi i numeri diffusi dall’azienda che afferma “Il tasso adesione allo sciopero è stata inferiore al 10%, mentre quello riferito dai nostri fornitori dei servizi di consegna intorno al 20%”. Lo sciopero è iniziato alle 7 di stamattina, i dipendenti del gruppo dell’e-commerce chiedono la solidarietà dei consumatori invitandoli a evitare acquisti per l’intera giornata.

La mobilitazione è stata annunciata dieci giorni fa perché, hanno spiegato i sindacati, la trattativa tra Filt Cgl, Fit Cisl, Uiltrasporti e Assoespressi, sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, “si è interrotta bruscamente a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato”.

Molte le dichiarazione a sostegno della mobilitazione. “Oggi i lavoratori e le lavoratrici di Amazon scioperano. È il primo caso al mondo in cui l’intera filiera, dai magazzini ai corrieri, aderisce alla mobilitazione. Il Partito Democratico è pronto a incontrarli per ascoltarne le ragioni e difendere i diritti del lavoro nell’era dell’algoritmo”, ha scritto il vicesegretario Pd Peppe Provenzano su facebook. “Mettere tutto in mano ad un algoritmo non può essere la soluzione”, afferma Rossella Accoto, senatrice M5S e sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche Sociali, evidenziando che “lo sciopero odierno da parte di tutti i lavoratori di Amazon stimola una necessaria presa di coscienza su quelle criticità che vengono rilevate nella loro attività lavorativa quotidiana”. Come regione Lazio auspichiamo che azienda e sindacati possano dare avvio a corrette relazioni industriali anche per ridefinire insieme una organizzazione del lavoro capace di assicurare da una parte innovazione, efficienza e produttività e dall’altra possa assicurare diritti e turni di lavoro idonei per tutto il personale”, scrive in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Formazione e Politiche per la ricostruzione della regione Lazio. “Turni, carichi di lavoro, salute e sicurezza e stabilità occupazionale sono le rivendicazioni dei lavoratori di Amazon che oggi sono in sciopero”, dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail.

“La convinta adesione al primo sciopero in Italia delle lavoratrici e dei lavoratori della filiera di Amazon, indetto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, e la piena riuscita delle iniziative di mobilitazione, richiede risposte da parte della multinazionale e l’immediata riapertura delle trattative, per arrivare a un accordo sulle richieste avanzate relative ai salari, alle stabilizzazioni e alle condizioni di lavoro”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Oggi le lavoratrici ed i lavoratori di Amazon scioperano per ristabilire il diritto alla contrattazione aziendale, per salari adeguati e ritmi di lavoro più umani, rispettosi delle normative sui tempi di riposo per consentire il recupero psicofisico, contro il cottimo, per costruire una organizzazione del lavoro negoziata e superare forme inaccettabili di arbitrio dell’azienda su precariato selvaggio e continui turnover di personale”, sottolinea il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, esprimendo il sostegno del sindacato allo sciopero, perché “le persone non sono merci”. “Oggi siamo al fianco delle migliaia di lavoratori e lavoratrici di Amazon che scioperano per la prima volta in Italia chiedendo migliori condizioni di lavoro”, dichiara il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri

Dagli Usa, ” fratelli e sorelle italiani, buona fortuna” – “Solidarietà ai lavoratori che oggi scioperano in Italia. Il Comitato esecutivo della Confederazione europea dei sindacati (Ces) sostiene con forza le richiesta dei lavoratori e dei sindacati e invita Amazon a stabilire adeguate relazioni sindacali e il dialogo sociale” si legge in una nota del Ces in cui si aggiunge che i lavoratori “iniziano a organizzarsi per combattere un lavoro disumanizzante”. Ai dipendenti italiani del colosso di Jeff Bezos giunge anche la solidarietà dei lavoratori dello stabilimento di Bessemer in Alabama dove si stanno svolgendo le votazioni che potrebbero dar vita alla prima rappresentanza sindacale in un impianto statunitense di Amazon. La consultazione è stata osteggiata in ogni modo dall’azienda inducendo persino il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ad esprimersi apertamente in difesa dei diritti dei lavoratori. “Sono Jennifer Bates e faccio parte del gruppo di lavoratori che sta portando il sindacato in Amazon in Alabama. Vogliamo augurare a tutti voi, fratelli e sorelle italiani, buona fortuna per il vostro sciopero nazionale. Questa è una lotta globale, una lotta di giustizia e siamo dalla vostra parte. Vogliamo ringraziarvi, esprimere la nostra solidarietà e condividere il nostro sostegno”, questo il video inviato dall’Alabama ai dipendenti italiani di Amazon in sciopero.

Più nel dettaglio le mobilitazioni stanno interessando molti dei siti italiani.” In Lombardia consegne ferme, la protesta parte da basso” afferma il segretario generale della Fit-Cisl della Lombardia Giovanni Abimelech. Sciopero e presidio a Genova, davanti ai cancelli del centro di via 30 giugno e corso Perrone. Anche a Verona, Padova e Rovigo i lavoratori della filiera Amazon hanno manifestato assieme ai sindacati . A Verona il sit-in si è tenuto in piazza dei Signori, sotto il Palazzo della Prefettura. Molte le braccia incrociate nella sede Amazon di Brandizzo. Oltre 250 persone hanno partecipato alla manifestazione davanti ai cancelli con le bandiere. “Abbiamo carichi di lavoro insostenibili, facciamo in media 150 fermate al giorno, consegnando 170 pacchi in un tempo effettivo di sette ore e mezza. Tempi inaccettabili, regolati da un algoritmo, che ci costringono a mettere a repentaglio la nostra vita perché non ci permettono di rispettare il codice della strada. Dobbiamo pagare multe, una franchigia di 500 euro se facciamo un danno al furgone con cui ci muoviamo e in più siamo colpiti da provvedimenti disciplinari”, spiegano i lavoratori – molti giovanissimi – che hanno manifestato nel piazzale davanti al centro Amazon.

“L’impegno verso i nostri dipendenti e quelli dei fornitori di servizi di consegna è la nostra priorità assoluta“. È il messaggio contenuto in una lettera della responsabile di Amazon per Italia e Spagna Mariangela Marseglia, rivolta ai clienti della piattaforma in merito allo sciopero nazionale di oggi. “Noi mettiamo al primo posto i nostri dipendenti e quelli dei fornitori terzi offrendo loro un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale. Usiamo le più avanzate tecnologie e le mettiamo al servizio dei nostri lavoratori e fornitori per migliorare la sicurezza sul lavoro e semplificarlo”, si legge ancora nella lettera.

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