Blocco dei licenziamenti prorogato fino a fine giugno per tutti, salvo che nei casi di cessazione definitiva dell’attività e fallimento. Mentre dal primo luglio al 31 ottobre continuerà solo per le aziende che non possono usufruire della cig ordinaria, come quelle del commercio e del turismo. È il punto di caduta trovato dal governo Draghi nel decreto Sostegni dopo settimane di discussioni sull’opportunità di prolungare ulteriormente il divieto di licenziare, con le pressioni di Confindustria da un lato e dei sindacati dall’altro. Sempre sul fronte lavoro, viene estesa fino alla fine dell’anno la possibilità di rinnovo o proroga dei contratti a tempo determinato senza la necessità di indicare la causale (come era invece previsto dal decreto Dignità) per un periodo massimo di dodici mesi e per una sola volta. Resta ferma la durata massima complessiva di 24 mesi.

La cig Covid viene rifinanziata con 3,3 miliardi. Le aziende che hanno la cassa ordinaria potranno chiedere 13 settimane tra il primo aprile e il 30 giugno 2021 con causale Covid senza contributo addizionale. Saranno invece concesse al massimo 28 settimane tra il primo aprile e il 31 dicembre 2021 per quei lavoratori che non sono tutelati da ammortizzatori ordinari ma hanno l’assegno di solidarietà o la cassa in deroga. Anche in questo caso non è richiesto un contributo addizionale.

Fino al 31 dicembre non sarà necessario aver lavorato almeno 30 giorni negli ultimi 12 mesi per ottenere la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione. Il beneficio dovrebbe riguardare 139mila persone che riceveranno un mese di assegno.

Come da annunci, il fondo per il Reddito di cittadinanza viene rifinanziato con un miliardo perché l’aumento della platea di beneficiari rilevato nel 2020 rispetto al 2019 rende necessarie più risorse. La media della spesa per le erogazioni nel mese nel 2020 è più alta del 38%. Nel decreto c’è anche la proroga a fine anno del contratto dei navigator previsti dall’Agenzia per le politiche attive del Lavoro, Anpal.

Prevista anche – con un costo di 1,5 miliardi – l’erogazione di tre nuove mensilità di reddito di emergenza alle famiglie in situazione di necessità economica con le stesse regole previste dal decreto Rilancio, ma con una soglia di reddito incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione per i nuclei in affitto. Il Rem ammonta a 400 euro moltiplicati per una scala di equivalenza fino a un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE. Prenderanno il sussidio anche le persone tra luglio 2020 e 28 febbraio 2021 hanno terminato di percepire la Naspi e la Discoll.

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