I Paesi Bassi si affidano ancora una volta a Mark Rutte. Alle elezioni legislative – che si sono concluse mercoledì, dopo tre giorni di seggi aperti – di mercoledì, il suo Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd) si è piazzato primo guadagnando ben 35 seggi (due in più rispetto al 2017) su un totale di 150 alla Camera bassa del Parlamento dell’Aja, con il totale del 88% delle schede scrutinate. A sorpresa salgono i liberali di sinistra D66 che si aggiudicano 24 seggi (erano 19 nel 2017), e sorpassano il Pvv del populista di destra Geerts Wilders che, con 17 seggi, ne perde tre rispetto alla precedente tornata elettorale. In calo anche i democristiani della Cda con 15 seggi rispetto ai precedenti 19. Buona invece la performance dell’altro populista Thierry Baudet che ha condotto una agguerrita campagna contro le restrizioni sul coronavirus. Il suo Forum per la democrazia ha ora 8 seggi, rispetto ai 2 precedenti. In forte frenata pure i Verdi di GroenLinks (Gl) che perdono 6 seggi conquistandone solo 7 contro i 14 del 2017.

Quella di Rutte, 54 anni da poco compiuti, è una vittoria annunciata e il politico liberale, al potere ininterrottamente dal 2010, porta così a casa il suo quarto mandato. Una longevità che lo pone dietro agli inossidabili Angela Merkel e Viktor Orban. Per Rutte inizia adesso il compito più difficile: ritagliarsi una maggioranza che riesca a portare a termine la battaglia contro il Covid. Un vero e proprio rebus delle alleanze che riflette il variegato panorama politico, composto da 37 partiti e partitini con una frammentazione della rappresentanza al parlamento dell’Aja.

Rutte sta dunque tessendo la sua tela per formare una nuova coalizione insieme ai suoi vecchi alleati, tra cui il partito filoeuropeo di centrosinistra D66, che ha registrato un’ottima performance piazzandosi secondo con 24 seggi, detronizzando così la formazione del deputato anti-islam Geert Wilders. L’intenzione di non cambiare la formula per Rutte si scontrerebbe però con la realtà dei fatti visti i dissidi tra i liberali di sinistra e l’Unione Cristiana (Cu). Vvd, insieme ai D66 e al Cda (Democratici cristiani) del ministro delle finanze frugale Wopke Hoekstra, non arriverebbero infatti alla maggioranza dei 76 seggi necessari il che significa che dovranno trovare almeno un altro partner. Secondo i media locali, la coalizione potrebbe virare a sinistra, ma il panorama non è confortante considerati gli scarni risultati: il Partito laburista resta fermo a 9 seggi, mentre gli ambientalisti di GroenLinks, vittoriosi alle precedenti elezioni legislative del 2017, hanno subito un pesante calo.

Rutte è riuscito a ricostruire la fiducia con gli elettori che sembrava poter traballare nei mesi scorsi quando, a inizio gennaio, si è dovuto dimettere a seguito di un enorme scandalo legato al bonus figli. Un terremoto politico sollevato dopo che i funzionari del fisco avevano accusato ingiustamente 20mila famiglie di frode, facendone indebitare molte per rimborsare le indennità per l’infanzia nel periodo tra il 2013 ed il 2019.

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