Il Movimento 5 stelle guidato da Giuseppe Conte? Avrebbe quasi gli stessi voti della Lega, tornando dunque in testa alle preferenze degli italiani. Almeno secondo l’ultimo sondaggio di Swg per La7. Dopo che ieri l’ex premier ha accettato la proposta di Beppe Grillo, aderendo al progetto di rilancio del M5s, si può parlare di un vero e proprio effetto Conte sui 5 stelle. In attesa di capire quale sarà il ruolo ad hoc studiato per l’ex presidente del consiglio al vertice del Movimento, infatti, l’istituto di ricerca ha ipotizzato un turno elettorale coi 5 stelle guidati dall’inquilino di Palazzo Chigi. Il sondaggio assegna al M5s il 22% dei voti, con una crescita di 6,2 punti percentuali rispetto all’ultima rilevazione di sette giorni fa. I grillini, dunque, aggancerebbero in testa il Carroccio, misurato al 22,3% e in caduta di 1,1 punti percentuali. In generale l’adesione di Conte ai 5 stelle fa perdere consensi a tutti i grandi partiti. L’effetto peggiore lo avrebbe il Pd, che lascerebbe 4,3 punti per strada, attestandosi al 14,2%: un record negativo per i dem alle competizioni nazionali. Perderebbe un punto anche Fratelli d’Italia, che però rimarrebbe a quota 16,1, realizzando dunque il sorpasso sul Pd, ma venendo ovviamente superato dal M5s. Chiude Forza Italia al 6,1, con un -0.8% rispetto all’ultima rilevazione, mentre tutti gli altri partiti avrebbero in totale il 19,3% (+0.9).

L’ex premier pesca (anche) tra gli indecisi – L’effetto Conte si registra anche sugli indecisi: la scorsa settimana gli elettori che preferivano non esprimersi erano il 41%, mentre oggi scendono al 35. L’impegno diretto dell’ex premier in politica, quindi, avrebbe ripercussioni sull’intero scenario. Basti pensare che una settimana fa era Fdi – unico partito all’opposizione del governo di Mario Draghi – a fare registrare l’aumento più rilevante: guadagnava l’1,3% toccando i 17 punti percentuali. Con Conte in campo, invece, il partito di Giorgia Meloni sarebbe sorpassato dai 5 stelle. Realizzerebbe, però, un controsorpasso ai danni del Pd, vero e proprio serbatoio di voti del Movimento guidato dall’ex premier.

Il ritorno dell’avvocato – Dopo la lectio magistralis all’università di Firenze Conte ha incontrato Grillo domenica e ha dato la sua disponibilità alla rifondazione del M5s. Alla fine dell’incontro fonti vicine all’ex premier hanno parlato di una “una sfida cruciale per il Movimento, una ristrutturazione integrale per trasformarlo in una forza politica sempre più aperta alla società civile, capace di diventare punto centrale di riferimento nell’attuale quadro politico e di avere un ruolo determinante da qui al 2050”. In una nota diffusa alle agenzie si definisce il M5s come una “forza trainante della transizione ecologica e digitale, poggiando però su pilastri insostituibili, quei valori originari che lo hanno sempre contraddistinto: la tutela dell’ambiente, l’importanza dell’etica pubblica e della lotta alla corruzione, il contrasto delle diseguaglianze di genere, intergenerazionali, territoriali, la lotta contro le rendite di posizione e i privilegi, la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita democratica attraverso il rafforzamento degli istituti di democrazia diretta”.

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