Il tiro sulla sirena è un espediente narrativo decisamente banalotto per le storie di pallacanestro. Ma quella di Liz Mills è una storia vera. Quando Tylor Ongwae, un passato anche in Italia, ad Avellino, sta per rilasciare la sfera, il Kenya è sotto di un punto contro l’Angola e mancano due secondi alla fine. Quel tiro tocca il ferro e poi scivola nella retina: significa qualificazione e ad Afrobasket 2021, la fase finale del torneo continentale che si terrà in Rwanda. La Mills salta in piedi, assieme a tutta la panchina: sì, il Kenya a Kigali il 24 agosto ci sarà. E’ un traguardo storico: un commissario tecnico donna che porta alle fasi finali di una manifestazione continentale una nazionale maschile, che peraltro a quel torneo ci mancava da 28 anni, dal 1993 quando peraltro si giocava proprio a Nairobi, in casa.

Liz Mills, nazionalità australiana ma dal 2011 in Africa per promuovere lo sviluppo del basket nel continente, al sito della Fiba ha sottolineato la valenza dell’impresa: “L’importante è aprire la strada alla prossima generazione di allenatrici donne, per mostrare loro che è possibile. E’ chiaro che c’è il desiderio di vedere più allenatori donne a guidare squadre maschili: ma c’è bisogno anche che federazioni e club abbiano fiducia nella capacità delle donne. E’ chiaro che se non c’è chi è disposto a dare l’opportunità alle donne di allenare squadre maschili non ci possono essere più donne ad allenare”.

Per dare il senso di ciò che afferma Mills, basta osservare che gli esempi di donne che hanno avuto successo come allenatrici di basket, in squadre e campionati maschili, sono pochissimi. Fanno eccezione gli Stati Uniti, in particolare con Becky Hammon, assistente di Popovich ai San Antonio Spurs in Nba e probabilmente in procinto di diventare prima donna “head coach” nell’Nba. Diverse sono state le allenatrici che hanno avuto esperienze negli staff tecnici delle squadre del massimo campionato di basket americano e oggi il numero è relativamente cresciuto.

Se il basket è in queste condizioni, nel calcio la situazione non è migliore: Patrizia Panìco è allenatrice dell’Under 15 maschile e assistente in Under 21, mentre risale a 21 anni fa l’unica esperienza di una donna alla guida di un club professionistico, Carolina Morace alla Viterbese che però durò solo due partite. Un caso unico arriva sempre dall’Africa: si tratta di Salma Al Majidi, giovane donna che non potendo giocare a calcio in quanto donna, ma amando tantissimo questo sport, è diventata allenatrice dell’Ahly Al Gadaref. Per Liz Mills, che ha già raggiunto un risultato importantissimo, da head coach di una nazionale africana, ora è il momento di alzare ancora il tiro: “Spero che ora un’altra donna possa guidare una squadra maschile all’Afrobasket, o perché no, alla Coppa del Mondo“.

Credit photo: AfroBasket

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