Parte con il 65,2% dei consensi il nuovo governo guidato da Mario Draghi. Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Quorum/Youtrend per Skytg24 tra il 15 e 16 febbraio, il neopremier può contare sull’appoggio di oltre sei italiani su dieci, mentre il 34,8% degli intervistati sostiene di avere “poca o nessuna fiducia” nel suo operato. Va da sé che il via libera che gli hanno accordato quasi tutti i partiti in Parlamento – a eccezione di Fratelli d’Italia, Sinistra italiana e un gruppo di M5s contrari alle indicazioni degli iscritti su Rousseau – è visto da gran parte dei cittadini (71,4%) come una “dimostrazione di responsabilità” verso il Paese, mentre solo il 28,6% lo considera un tradimento della volontà elettorale. C’è però un altro dato significativo: il 56,8% pensa che il nuovo esecutivo sarà in “continuità” con il precedente. L’operato di Giuseppe Conte, quindi, non è bocciato dagli elettori e l’arrivo dell’ex capo della Bce a Palazzo Chigi non sembra cambiare poi così tanto le carte in tavola. Il 43,2% pensa invece che sarà in discontinuità, mentre il 15,4% degli intervistati non si esprime.

Stando alla rilevazione, inoltre, quasi un cittadino su due (47,5%) è convinto che Draghi governerà meglio del governo Conte, il 38,8% sostiene che rimarrà tutto invariato, mentre per il 13,7% le cose andranno peggio di prima. Non risponde al quesito il 6,4% degli intervistati. Grande attenzione è posta ovviamente all’agenda politica del nuovo esecutivo, delineata a grandi tratti durante il discorso programmatico che il premier ha tenuto mercoledì al Senato. Per il 35,7% dei cittadini il tema più urgente che dovrà affrontare è quello dei vaccini, mentre il 20,9% mette in cima alla lista la lotta alla povertà e alla disoccupazione. Poi viene il sostegno alle imprese (14,3%), il taglio delle tasse (8,2%), il sostegno a commercianti, ristoratori e turismo (8,1), la riapertura di scuole e università (5,1).

Per quanto riguarda la lettura politica che i cittadini forniscono alla crisi di governo appena conclusa, il 15,6% degli intervistati ritiene che il politico uscito “vincitore” o che ne è uscito meglio dallo stallo istituzionale sia Giuseppe Conte. Il 12,8% assegna lo scettro a Matteo Renzi, artefice della caduta del precedente esecutivo, mentre il 12,7% guarda con favore a Sergio Mattarella, capace di traghettare la politica alla nascita di un nuovo governo nonostante le premesse non fossero delle migliori. Il 6,9% va a Matteo Salvini, il 6,6% a Silvio Berlusconi. Alto il numero di chi non sa rispondere (32,4%), a conferma di quanto la crisi sia stata poco compresa dalla popolazione. A proposito del capo dello Stato, resta altissimo il suo consenso personale: il 71,2% ripone fiducia nel Quirinale, mentre il 28,8% ne ha poca o nessuna. Poco sotto il 70% (68,7) la percentuale di chi giudica positivamente la decisione di Mattarella di non andare alle elezioni anticipate, mentre il 31,3% avrebbe preferito il ritorno alle urne.

Nel campo dei partiti, Quorum/Youtrend segnala che la scelta di Giorgia Meloni di posizionarsi all’opposizione è letta dalla maggioranza degli intervistati (53,8%) come un “atto di coerenza nei confronti dei propri elettori”. Il 46,2%, invece, la considera una dimostrazione di “opportunismo politico e scarso senso di responsabilità”. Non sa o non risponde il 14,4%. Se si votasse oggi, Fratelli d’Italia incasserebbe il 16,9% dei consensi, la Lega il 23,7% e Forza Italia l’8,9%. Il blocco del centrodestra, quindi, arriverebbe al 49,5%. Molto distante dall’asse giallorosso, dato al 37,5%. Il Pd, infatti, al momento può contare sul 20,2% dei voti ed è secondo partito in Italia. Il Movimento 5 stelle è invece al 13,9%, mentre Sinistra italiana-Mdp al 3,4%. Nel campo dei partiti più piccoli, i renziani possono contare sul 2,6%, Azione di Carlo Calenda sul 2,4%, +Europa sul 2%. E’ altissima, però, la quota di astenuti/indecisi: alla domanda “Se domani ci fossero le elezioni politiche, lei chi voterebbe? il 48% è indeciso o orientato per l’astensione.

Il sondaggio Quorum/Youtrend per Skytg24 è stato condotto su un campione di 808 interviste con metodologia mista Cati/Cawi. Il margine d’errore è del +/-3,4%, con un intervallo di confidenza del 95%.

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