Le repressioni della giunta militare in Birmania hanno colpito anche il mondo dello spettacolo. Diverse celebrità hanno deciso di scendere in piazza per manifestare contro il colpo di Stato e chiedere il rilascio della leader della Lega nazionale per la democrazia, Aung San Suu Kyi, e dei membri del suo governo. Per questo sono così state arrestate dai militari che hanno preso il potere il 1 febbraio.

Nello specifico, la giunta militare ha arrestato due attori, tre registri e un cantante con l’accusa di diffamazione nei confronti dello Stato e di aver usato la loro notorietà per promuovere la protesta. Le celebrità rischiano fino a due anni di reclusione. Chiusa dai golpisti anche una fondazione di attori che sostiene l’istruzione e raccoglie fondi per i bambini più poveri.

Anche oggi sono continuate le proteste in tutto il Paese contro il governo del generale Min Aung Hlaing. Nelle ultime ore, decine di migliaia di manifestanti hanno bloccato alcune delle strade principali della più grande città del paese, Yangon. I dimostranti si sono recati davanti all’ambasciata degli Stati Uniti per chiedere la liberazione della leader democratica, accusata di aver violato la “legge sui disastri naturali”, e la fine dell’oppressione militare.

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