“Certo che voterò, ci speravo tanto, la mia anima è ancora Cinquestelle”, risponde subito Stefania Baglieri, candidata in una lista opposta a quella del M5s alle prossime amministrative a Vittoria (Ragusa), ma ancora iscritta a Rousseau. E fuori dal Movimento ma dentro la piattaforma non sono in pochi, tutti legittimati a votare per le sorti del governo Draghi (voto che ieri sera Beppe Grillo ha rinviato in attesa che parli il presidente incaricato). Succede a Vittoria, ma anche ad Agrigento, dove i “fuoriusciti” voteranno per il prossimo governo attraverso il sistema che consente una decisione dal basso: “Democrazia diretta sì, ma non inquinata dagli avversari. Preserviamo il voto su Rousseau da infiltrati e traditori”, tuona però l’eurodeputato catanese dei Cinquestelle, ed ex Iena, Dino Giarrusso. Che punta il dito contro quegli iscritti che hanno voltato le spalle al Movimento ma potranno votare su Rousseau e quindi decidere delle sorti del Paese: “Ho scoperto una cosa molto grave – scrive su Facebook – risultano iscritti sulla piattaforma e dunque avranno diritto di voto riguardo scelte molto importanti per il futuro del Movimento, anche persone che sono candidate contro il M5s in elezioni che ci saranno tra pochi mesi”. Ne hanno diritto e lo faranno. E Baglieri non è l’unica: a Vittoria sono in sei, un vero e proprio gruppo che si è staccato dal Movimento per sostenere un altro candidato. “Fuori dal M5s ma solo per le amministrative di Vittoria”, spiega la candidata. Nella cittadina del ragusano che conta quasi 63mila abitanti, si voterà, dopo alcuni rinvii, solo il prossimo maggio ma le liste sono già pronte e una di queste annovera il gruppo di dissidenti al M5s. Sono tutti candidati nella lista a sostegno di Salvatore Di Falco, avversario del candidato Cinquestelle, Piero Gurrieri. Tutti col profilo pubblico su Rousseau, quindi legittimati a votare per il governo.

Per questo Giarrusso li ha segnalati ai Facilitatori regionali. Che sono già in azione: “Abbiamo segnalato ai probiviri le persone indicate e adesso seguiranno le verifiche”, spiega Antonio De Luca, assieme ad Angella Raffa, facilitatore per la Sicilia. In azione ma meno allarmati dell’eurodeputato: “Una situazione vera, antipatica ma non in grado di inficiare il voto”, è sicuro De Luca. Che spiega: “Non parliamo di grandi numeri”. Il caso di Vittoria, però, potrebbe essere solo uno dei tanti. Per questo Giarrusso ne sottolinea subito un altro: “Alle scorse amministrative di Agrigento, Elio Di Bella, era candidato nella lista che sosteneva l’ex sindaco, Lillo Firetto. È ancora iscritto e può votare per il governo”. E anche in questo caso, ne ha diritto e lo farà: “Certo che voterò – avverte anche Di Bella -. La mia distanza dai Cinquestelle è soltanto locale, ma a livello nazionale resto se non proprio un attivista, di sicuro sono ancora un simpatizzante”. Una frattura tutta locale, esattamente come nel caso di Vittoria : “Siamo candidati perché non eravamo d’accordo col candidato scelto dal Movimento a Vittoria, ma lo ripeto, la mia anima è a cinque stelle”. Spaccati sulle questioni locali da un lato, riaggregati su temi nazionali da un altro. Ma sarà per tutti così? “Dei grandi fuoriusciti dal M5s – come per esempio i consiglieri regionali che si sono raggruppati in Attiva Sicilia, uscendo dal gruppo Cinquestelle all’Ars – nessuno è più iscritto a Rousseau, ma i loro assistenti o i loro fedelissimi? Molti hanno il profilo privato com’è giusto che sia per la privacy, ma così possono votare avversari politici e inquinare il voto”, avverte Giarrusso. Allarme che un po’ riecheggia i dubbi delle primarie del Pd, quando in fila nei gazebo si indicavano infiltrazioni da destra. Alle primarie però si sceglie solo il candidato, e non a caso De Luca scuote la testa: “Tutte le situazioni critiche vanno verificate ma credo che abbiano un peso quando si vota, per esempio, su chi candidare alle elezioni: in quel caso un centinaio di voti può determinare la decisione di candidare un nome invece che un altro. Ma su temi così ampi, non sono numeri significativi, né compatti”. Giarrusso però insiste: “Ho chiesto che si limiti il voto solo a chi ha il profilo pubblico (come nel caso dei candidati di Vittoria, ndr) così da potere controllare chi può votare”.

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