Si stavano recando verso il confine tra Croazia e Bosnia per visitare i campi profughi alle frontiere dei due Paesi. Ma la missione degli eurodeputati del Pd/S&D Pietro Bartolo, Brando Benifei, Pierfrancesco Majorino e Alessandra Moretti è stata interrotta dalla polizia croata, che non ha permesso alla delegazione di raggiungere il confine. La missione degli eurodeputati, partita il 29 gennaio e in corso fino all’1 febbraio, ha l’obiettivo di acquisire una testimonianza diretta della tragica situazione dei migranti in quelle zone, negli insediamenti informali. Come hanno riferito in una nota i politici, “è una questione che chiama in causa anche l’Italia”.

“Volevamo andare a ispezionare il confine tra la Croazia e la Bosnia senza oltrepassarlo, ma ci è stato impedito”, hanno scritto i parlamentari Ue sui social. “Ci siamo impegnati con la polizia a non oltrepassare la frontiera ma volevamo percorrere l’ultimo pezzetto di Croazia – continuano – Questo però non è stato possibile perché una decina di agenti hanno formato una barriera umana impedendoci di fatto di procedere”. E ancora: “La polizia ha probabilmente qualcosa da nascondere, se siamo stati trattati così noi, figuriamoci come potrebbero essere trattati i migranti e i potenziali richiedenti asilo“, concludono gli europarlamentari.

“Continua così la vergogna nei Balcani“, ha commentato il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Per prima volta nella storia dell’Unione Europea quattro europarlamentari sono stati respinti senza troppi complimenti dalla polizia – prosegue – Chiediamo che il governo italiano e la Farnesina esigano spiegazioni per un atto non certo degno di un Paese della Ue”.

Nelle stesse giornate in cui i quattro sono in missione sulla rotta balcanica, il deputato europeo Massimiliano Smeriglio incontrerà associazioni ed enti sul versante “italiano” del confine, dando vita ad un’iniziativa incentrata sulle responsabilità specifiche dell’Italia e sulla necessità di costruzione di ponti solidali tra chi ha a cuore il destino di persone “intrappolate da un sistema di regole fallimentare”.

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