“Chiunque vada al governo non metta mano alla riforma della prescrizione”. Non usa giri di parole, Marco Piagentini, portavoce dei familiari della strage di Viareggio, intervistato da ilfattoquotidiano.it. E lancia un appello alla politica, la stessa, ricorda che all’indomani della sentenza della Cassazione dell’8 gennaio, ha mandato messaggi di solidarietà “Se veramente vi siete espressi con termini come ‘vergogna’, ora dovreste passare ai fatti e dimostrare la vostra posizione sul tema della prescrizione”.

Il riferimento è chiaro. Questa settimana, infatti, era previsto l’arrivo in Parlamento della relazione sulla giustizia, firmata da Alfonso Bonafede, e il conseguente voto sulle risoluzioni, una a favore e una contro la relazione. L’impressione era che soprattutto al Senato la maggioranza non avrebbe avuto vita facile. Di fatto un “no” dei renziani che avrebbe messo di nuovo nel mirino anche la riforma della prescrizione. Il ministro però non si presenterà in Aula, viste le dimissioni del presidente del Consiglio, e il documento sarà spedito alle Camere, senza alcuna discussione e nessun voto. Ma per la riforma potrebbero comunque esserci terremoti futuri, vista l’aperta contrarietà di gran parte dell’attuale opposizione, compresi, appunto, i parlamentari di Italia Viva.

“La prescrizione ha cancellato la verità e il nocciolo del processo. E noi questo non possiamo accettarlo”, continua Piagentini. La legge, dedicata idealmente a Viareggio dallo stesso Ministro di Giustizia Alfonso Bonafede ed entrata in vigore un anno fa, è già operativa e ferma lo scorrere della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Non essendo retroattiva, non è intervenuta nel processo viareggino, che si avvia all’Appello bis completamente monco, con uno solo dei quattro reati contestati inizialmente, il disastro ferroviario, mentre gli altri tre, le lesioni colpose plurime gravi e gravissime, l’incendio e l’omicidio colposo, andati prescritti.

A Viareggio per l’ultimo anniversario del disastro ferroviario, il guardiasigilli fu chiaro. “È una legge di cui vado orgoglioso, che ho portato avanti anche insieme ai familiari delle vittime della strage di Viareggio, e che ho sempre definito legge di civiltà. Adesso, però è importante concentrarci sulla celerità dei tempi del processo. C’è una riforma del processo penale che è del Parlamento e che deve andare avanti con velocità perché è un’esigenza che hanno tutti i cittadini italiani”.

Piagentini non solo chiede coerenza, ma rilancia. “Per i reati gravi, come i disastri colposi e i disastri ambientali, noi del Mondo che Vorrei, con il Comitato nazionale delle stragi italiane, vogliamo che la prescrizione si fermi con la chiusura delle indagini, non dopo la sentenza di primo grado. Ricordo che la stessa giunta regionale della Toscana, (giunta targata Pd e Italia Viva, ndr) dopo la sentenza di Cassazione sulla strage di Viareggio si è formalmente impegnata ad attivarsi nei confronti del Governo per superare la prescrizione per questi casi. Ovvio che non esiste giustizia senza tempi brevi del processo. Per questo anche l’accelerazione dei processi è un’altra battaglia per cui non smetteremo di combattere, ora più che mai”, conclude l’uomo, che nella strage ha perso due figli, Luca e Lorenzo, 4 e 2 anni, e la moglie, Stefania Maccioni, 39 anni.

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