L’agenzia di rating Fitch, la più piccola delle tre grandi (Standard & Poor’s e Moody’s le altre), lancia per prima l’allarme. “Se l’Italia dovesse fallire ad usare i fondi di Next Generation Ue per spingere le prospettive del Pil a medio termine, questo potrebbe esercitare pressioni al ribasso sul rating sovrano” e “La crisi di governo che si è aperta oggi con le dimissioni di Giuseppe Conte “potrebbe ostacolare il tentativo di definire e attuare una credibile strategia di crescita post-pandemia”, scrive l’agenzia ricordando come le croniche lentezze del paese nell’utilizzo di fondi per gli investimenti potrebbero peggiorare ulteriormente per la crisi politica. “Le conseguenze politiche della crisi non sono chiare, continua la nota di Fitch, pensiamo che un’elezione a breve sia improbabile poiché i sondaggi suggeriscono che darebbe la vittoria ai partiti di opposizione di centro-destra, inoltre aprire i seggi potrebbe essere difficile nel messo della crisi sanitaria”.

Attualmente il rating italiano, ossia il voto sull’affidabilità del paese come debitori che influenza i rendimenti dei titoli di Stato, è di BBB- con prospettive stabili. Da anni l’Italia galleggia una sola spanna sopra il grado che determinerebbe una classificazione del nostro debito come “investimento speculativo”. La discesa in questo campo potrebbe creare problemi anche per i piani di acquisto dei nostri titoli da parte della Banca centrale europea. Fitch considera “rischi di breve termine per la crescita” dell’Italia anche “la seconda ondata di pandemia e un lento avvio delle vaccinazioni”.

“L’ultimo pacchetto di supporto fiscale approvato dal governo, che vale l’1,8% del Pil, mitigherà l’impatto sul settore privato, specialmente nel primo trimestre del 2021, ma condurrà anche ad un deficit di bilancio nel 2021 più alto dell’8% del pil che avevamo preventivato in dicembre – rileva l’agenzia – anche se un forte rimbalzo del pil dalla metà del 2021, grazie all’accelerazione della vaccinazione di massa, dovrebbe sostenere in qualche modo la posizione fiscale”. Oggi il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di crescita 2021 di diversi paesi europei tra cui l’Italia. Secondo le nuove previsioni il Pil dovrebbe crescere quest’anno del 3% e non più del 5,5% come ipotizzato in precedenza

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