Le prime preoccupazioni sono insorte con la variante sudafricana, poi con quella inglese. E ora gli esperti lanciano l’allerta sulla diffusione della cosiddetta mutazione brasiliana del coronavirus, anche questa particolarmente contagiosa, che ha spinto il Regno Unito – dove i contagi dilagano da settimane – a bloccare l’ingresso ai viaggiatori provenienti da Portogallo e Sudamerica. La situazione è particolarmente allarmante nella regione amazzonica, ma in generale in Brasile, che è il secondo Paese più colpito al mondo dalla pandemia dopo gli Stati Uniti, con oltre 205mila morti per complicanze.

La misura precauzionale entrerà in vigore dalle 4 di mattina di domani, ha reso noto Grant Shaps, ministro dei Trasporti del governo Tory di Boris Johnson. Si tratta della prima chiusura secca dei confini del Regno a una gruppo di Paesi stranieri dall’inizio della pandemia. Shapps ha precisato che il divieto non varrà per i cittadini britannici o irlandesi in rientro, purché residenti nelle isole britanniche, ai quali sarà tuttavia imposto – come a chiunque viaggi in questo momento da Paesi non esentati esplicitamente dal governo – l’obbligo di test Covid negativo eseguito non prima di 72 ore dalla partenza (in vigore nel Paese sulla generalità dei viaggiatori in arrivo sempre da domani) e l’autoisolamento cautelare in casa per 10 giorni anche in assenza di sintomi di sorta.

La questione della ‘variante brasiliana’ sarà fra i temi di un nuovo briefing di giornata di aggiornamento sull’emergenza Covid in programma nel pomeriggio avanzato a Downing Street da parte del premier britannico Boris Johnson e dei consiglieri medico-scientifici in capo del governo, i professori Chris Whitty e Patrick Vallance. Un portavoce del premier, interpellato sul tema, ha intanto rimarcato come vi siano al momento “indizi” che la mutazione più allarmante fra quelle individuate in Brasile possa essere più aggressivamente contagiosa delle altre; ma non necessariamente più resistente ai vaccini a disposizione: caratteristiche già verificate per la cosiddetta ‘variante inglese’ e poi per quella tracciata dal Sudafrica.

Il portavoce ha aggiunto che “ulteriori ricerche” sono comunque necessarie su tutte queste nuove varianti, sia riguardo sia all’impatto ipotetico relativo alla mortalità, sia alla resistenza alle vaccinazioni. Mentre ha respinto le critiche dell’opposizione laburista su presunti ritardi del governo Tory nella decisione di chiudere da oggi precauzionalmente i confini a tutti gli arrivi nel Regno dal Sudamerica e dal Portogallo. “Non appena questa variante (brasiliana) è stata individuata – ha replicato – i nostri team si sono messi al lavoro prontamente. E, una volta verificato che essa poteva rappresentare un rischio significativo per il Regno Unito, abbiamo agito nel modo più veloce possibile, come avete visto, con la rapida introduzione del bando dei viaggi” da Sudamerica e Portogallo.

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