Quanto vale la mia vita? È la domanda sottintesa al disperato appello di una giovane donna che chiede al nostro governo di consentirle di recarsi negli Usa per una delicata terapia salva vita.

Salva vita appunto. Lei ha bisogno di un aereo attrezzato e non può “accontentarsi”, come suggeritole dalla Asl della regione Lombardia, di un volo ordinario.

Proviamo a ripetere perché: per una terapia salva vita.

È terribile che questo accada e che probabilmente accadrà ancora tante volte. Eppure siamo un Paese che dispensa allegramente bonus per monopattini e bici elettriche o che ritiene possibile consentire ai milionari di ristrutturare i loro palazzi finanziandone completamente i lavori.

Potrei continuare con l’elenco delle incomprensibili scelte che i governi italiani seguitano a fare ma sarebbe inutile.

La nostra concittadina ha bisogno oggi di un ministro o di un sottosegretario che, mettendo da parte le legittime preoccupazioni che questa incomprensibile crisi di governo porta con sé, si muova dal suo austero ufficio e faccia quello che chiede la signora Debora. Consentirle una terapia salva vita .

Una dannata terapia salva vita che faccia pensare a tutti che ogni vita ha valore per una comunità civile.

P.s. appena tre anni fa qualcuno avrebbe urlato che sarebbe stato sufficiente un mese di stipendio di un politico per risolvere il problema , come è andata a finire lo stiamo vedendo.

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