“Per quanto riguarda la ripresa dell’epidemia siamo in un momento di grande incertezza, si sono fatti anche meno tamponi e meno test in questo periodo, e questa instabilità crea qualche incertezza, qualche dubbio nel voler analizzare la situazione”, lo ha detto il direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza nella conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale della cabina di regia ministero della salute-Istituto superiore di sanità sull’andamento dell’epidemia da Sars-Cov-2. “Certamente – continua Rezza – non è un pericolo scampato. Io non lo chiamerei neanche terza ondata, ma ripresa dell’epidemia. Qualche segnale che non ci fa essere particolarmente tranquilli c’è. La ripresa dell’Rt e anche un minimo di ripresa dell’incidenza questa settimana sono segnali che bisogna cogliere con molta attenzione, quindi cautela vuole che si prendano tutte le misure che è necessario prendere per non fare ripartire l’epidemia”.

Sulla campagna vaccinale Rezza avverte: “Non è la gara dei 100 metri questa è una maratona, gli effetti della vaccinazione si possono vedere solo a distanza di mesi. È chiaro che avendo scelto un piano strategico di vaccinazione che mira innanzitutto alla protezione diretta di persone più esposte e persone più a rischio, si può mirare a ridurre in un primo momento la mortalità associata all’infezione”, ha spiegato Rezza. Per quanto riguarda l’immunità di comunità “si gioca su tempi molto lunghi e si calcola che almeno il 60% di popolazione dovrebbe essere coperta. Il punto – spiega il capo della Prevenzione del ministero della Salute – è che non avendo come target i driver, quelli che sostengono l’epidemia, perché non sono noti, questo è un effetto che si può raggiungere solo a lungo termine” “Quindi – ha avvertito – non cominciamo adesso a voler vedere gli effetti della vaccinazione”.

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Coronavirus, Brusaferro (Iss): “Situazione epidemiologica in peggioramento, aumenta l’impatto sugli ospedali. Serve massima cautela”

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