Dietro all’assalto al Congresso non ci sono sostenitori di Trump, ma antifa infiltrati. È questa la fake news che si è diffusa pochi istanti dopo la rivolta a Capitol Hill, dove decine di persone hanno violato la sicurezza e sono entrate al Congresso americano nel giorno della certificazione della vittoria di Joe Biden. La teoria ha iniziato a circolare in particolare tra cospirazionisti e conservatori radicali, specialmente via social. Il commentatore conservatore ed esperto di intelligence, Paul Sperry, ha sostenuto su Twitter che “un bus di teppisti Antifa” si sarebbe infiltrato fra i dimostranti pacifici del tycoon per metterli in cattiva luce, provocando i disordini. Tweet che, con migliaia di retweet, in poche ore è diventato virale.

La pensa allo stesso modo l’avvocata Sidney Powell, che ha parlato di un “Antifa-plan“, rilanciando come prova il video di un presunto testimone oculare, che avrebbe visto alcuni antifascisti sfondare le finestre di Capitol Hill e fare irruzione. L’avvocato L. Lin Wood, noto per aver seguito numerose cause legali fallite nell’intento di ribaltare i risultati elettorali, ha scritto su Twitter che l’assalto al Campidoglio è stata una messinscena dell’estrema sinistra. Il suo account twitter è stato sospeso. E ancora, il televangelista e trumpiano di lunga data, Mark Burns ha twittato: “Questo non è un sostenitore di Trump… Questo è un attacco #Antifa organizzato”, allegando una foto, che in realtà immortalava il seguace di QAnon, Jake Angeli, conosciuto anche come lo “Sciamano Q” , che ha partecipato all’assalto travestito da vichingo.

Il tweet di Burns è piaciuto non solo al figlio di Trump, Eric, ma anche al procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che ha aggiunto: “I rivoltosi non sono sostenitori di Trump”. Secondo un’analisi di NBC News, circa 7mila post su Twitter si sono riferiti agli antifascisti come ai veri assalitori di Capitol Hill, senza mai però portare prove. Teorie dello stesso tipo si sono diffuse anche su Fox News: l’ex governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, ha detto in diretta tv che, riguardo ai responsabili delle rivolte, “molta è la gente antifa”, citando “immagini” che aveva visto, ma che non ha mostrato. Complotti infondati che hanno fatto irruzione anche in Parlamento: nella serata di mercoledì 6 gennaio, quando il Congresso si è riunito di nuovo per riprendere la certificazione della vittoria del presidente eletto Joe Biden, il repubblicano Matt Gaetz, in Florida, ha usato il suo tempo per dichiarare che “dietro la violenza a Capitol Hill c’erano gli antifa”.

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Assalto a Capitol Hill: dai selfie degli agenti con i rivoltosi alle colpe del Pentagono. Tutte le falle della sicurezza

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