La buona notizia di fine anno l’ha data il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli: “I sacrifici stanno dando frutti perché è evidente che la curva epidemica rimane sotto controllo pur con lieve incremento di Rt su base nazionale”. Ma, ha subito aggiunto durante la conferenza stampa al ministero della Salute sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia, serve “ancora uno sforzo”. E il concetto è stato rafforzato dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro: “L’incidenza si mostra in calo, ma dobbiamo valutarla con cautela. Una vera valutazione solida dell’andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio“. E in questi giorni “continua la controtendenza per Rt, in leggera ricrescita”. Non solo: “In nessuna regione si è raggiunta l’incidenza per poter passare da fase di mitigazione a contenimento“. Dunque “serve attenzione e renderci consapevoli dell’importanza delle misure da adottare, nel rispettarle e nel fare in modo che questo piccolo gruzzoletto di resilienza che abbiamo si possa potenziare”.

Il punto di partenza sono i nuovi dati del monitoraggio Iss, che mostrano come Liguria, Calabria e Veneto abbiano superato Rt nel limite inferiore sotto 1 e questo segnala la probabilità che i casi aumentino. Altre come Puglia e Basilicata hanno Rt introno a 1 e altre sono vicino a quel valore. “Questo dà un segnale di attenzione perché sono nella fascia di Rt dove il numero di casi tende a non decrescere”, ha ricordato Brusaferro. Dunque, anche se “la curva nel nostro Paese è in decrescita”, questa decrescità risulta “un po’ rallentata”. In più “ci sono paesi a noi vicini che mostrano invece una curva in ricrescita. Questo è un tema di grande attenzione, ed è un grande incentivo a fare in modo che nostra curva si mantenga in decrescita”.

“Tre regioni a rischio di superare soglia critica per le terapie intensive” – Rispetto al tasso di occupazione di ospedali e terapie intensive “la situazione è in miglioramento ma c’è una quota importante di regioni che comunque è ancora sopra soglia per il sovraccarico di aree mediche e c’è una regione che questa settimana non è riuscita a raggiungere la completezza del dato e quindi è collocata come a rischio elevato”. A preoccupare sono le prossime settimane: “In cinque regioni c’è una probabilità sopra al 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni. In tre regioni per le terapie intensive“.

“Ingenerose le critiche alla campagna vaccinale” – Locatelli dal canto suo ha commentato le critiche sull’avvio della campagna vaccinale definendole “ingenerose“: “Oltre alle prime 470mila dosi di vaccino, vi saranno a gennaio ogni settimana dalle 450mila alle 490mila dosi e questo è un dato importante che dimostra che questa sarà la nostra più grande campagna vaccinale. Con l’ok a Moderna dall’Ema ci saranno altre 10 milioni 600mila dosi di vaccino con una piattaforma Rna virale molto simile a quella di Pfizer. E’ in corso di negoziazione la possibilità di acquisire un numero equivalente di dosi da parte di Moderna. Arriveremmo così a sfiorare i 62 milioni di dosi”. Quindi “leggere che il paese è in ritardo mi sembra ingeneroso ed è prematuro avventurarsi a soli 4 giorni dal via della campagna simbolica”.

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha aggiunto che “dovremmo raggiungere una copertura di circa il 70% della popolazione per raggiungere l’immunità di gregge, ma tale effetto si vedrà a poco a poco nel corso dei mesi e a medio temine. Nel frattempo c’è un motivo in più per mantenere comportamenti prudenti”. Intanto “è stato ufficializzato un Gruppo di monitoraggio permanente della campagna vaccinale a cui partecipano tutti i rappresentati di tutte le Regioni, servirà per monitorare l’andamento delle vaccinazioni giorno dopo giorno”.

Meno sindromi influenzali – Intanto, grazie alle misure adottate per ridurre i contagi da Covid, anche l’incidenza delle sindromi simil-influenzali continua ad essere “stabilmente sotto la soglia basale, con un valore pari a 1,5 casi per mille assistiti. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana il livello di incidenza era pari a 3,9 casi per mille assistiti”. Dall’inizio della sorveglianza gli italiani colpiti dall’influenza sono stati 1,2 milioni. Nella 52esima settimana i nuovi casi sono stati 92.200.

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