L’incidenza dei casi di coronavirus è diminuita nelle ultime due settimane, scendendo da 329,5 a 305,47 per 100.000 abitanti. Ma “rimane ancora molto elevata” e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Non solo: da un latto nella settimana di Natale sono stati fatti pochi tamponi e “questo potrebbe influenzare la stima dell’incidenza e della velocità di trasmissione”, dall’altro “le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione”. A sottolinearlo è la bozza di monitoraggio Iss-ministero Salute. Che conferma la necessità di “mantenere la linea di rigore delle misure del periodo delle feste”: occorre insomma mantenere “la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e rimanere a casa il più possibile“.

L’Iss nel monitoraggio settimanale segnala che nel periodo 8 – 21 dicembre l’indice di trasmissibilità Rt medio è stato pari a 0,93, in lieve aumento nelle ultime tre settimane. “L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali”, si legge. “Tre regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 e altre 3 hanno un valore che sfiora l’1. La Regione Veneto oltre ad un Rt puntuale maggiore di uno si accompagna ad una incidenza particolarmente elevata”. Anche Liguria e Calabria hanno un Rt puntuale maggiore di 1, compatibile con uno scenario tipo 2. Questo “desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività“.

Altre tre Regioni (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche). Gli indicatori dell’Rt puntuale aggiornati al 29 dicembre sono: Abruzzo 0,65, Basilicata 1.09, Calabria 1.09, Campania 0.78, Friuli Venezia Giulia 0.96, Lazio 0.84, Liguria 1.07, Lombardia 1, Marche 0.99, Molise 0.89, Piemonte 0.71, Bolzano 0.76, Trento 0.71, Puglia 1, Sardegna 0.78, Sicilia 0.93, Toscana 0.79, Umbria 0.8, Valle d’Aosta 0.83, Veneto 1.07.

Nella settimana 21-27 dicembre “si osserva una diminuzione generale del rischio, principalmente dovuta a una lieve riduzione nei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche”. I tassi di occupazione sono “sotto la soglia critica a livello nazionale per la prima volta dalla fine di ottobre”, anche se ancora 10 tra regioni e province autonome hanno un tasso sopra la soglia critica. Per ora, scrive l’Iss, “è complesso prevedere l’impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di Sars-CoV-2. Questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora significativamente elevato”.

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