Dopo il nefasto 2020, che ha affossato il mercato italiano dell’auto con oltre mezzo milione di vetture in meno rispetto ai livelli del 2019, il settore automotive può tirare un sospiro di sollievo: è stato infatti raggiunto l’agognato accordo all’interno del Governo per gli ecoincentivi a sostegno del settore.

Come riportato in una nota della commissione Attività produttive, si prevedono “fondi per 250 milioni di euro per il termico, 120 milioni di euro per l’elettrico (che si sommano ai 370 milioni di euro già stanziati portando i fondi per il 2021 per i veicoli alla spina a 490 mln) e 50 milioni al commerciale (prevedendo 10 milioni destinati interamente all’elettrico), che potrà accedere all’incentivo di rottamazione”.

“Il quadro del settore, particolarmente colpito dal covid 19, ma strategico per il futuro del paese ha bisogno di questo impegno”, ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, Gianluca Benamati. Aggiungendo che si tratta di “un pacchetto che si basa sul rifinanziamento di quanto già previsto nel decreto rilancio e che vede confermato l’extra bonus di 2000 euro per veicoli elettrici e ibridi, aggiuntivi agli incentivi esistenti, e la introduzione di un bonus di 1500 euro per gli Euro 6 di ultima generazione. In entrambi i casi in presenza di rottamazione e con uno sconto aggiuntivo di 2000 euro richiesto al venditore“.

“Per i veicoli elettrici ed ibridi (fasce di emissione 0-60 g/Km di CO2), si tratta di una misura valevole per tutto il 2021 e per le motorizzazioni termiche sino a giugno 2021. Per quanto riguarda proprio la fascia termica le emissioni ammissibili vanno dai 61 ai 135 g/Km di CO2, con un adeguamento ai nuovi standard di misurazione previsti, dal momento che ora tutte le nuove automobili vanno sottoposte alla procedura di omologazione europea WLTP“, conclude Beneamati.

Lo stanziamento complessivo è di 420 milioni di euro, dunque. Una boccata d’ossigeno, visto che il mercato automobilistico italiano chiuderà il 2020 con un calo del 28 per cento, con immatricolazioni che si attesteranno intorno a 1,38 milioni di unità, un livello da anni ’70 del secolo scorso. Un terremoto che avrebbe potuto essere ancor più devastante se non fosse stato per gli ecoincentivi varati nel corso dell’anno e ormai quasi completamente esauriti.

Secondo il Centro Studi Promotor, se nell’anno che sta entrando vi fosse una terza ondata di pandemia, le immatricolazioni sostenute dagli ecoincentivi potrebbero arrivare a quota 1.585.000 unità. Se, invece, non vi fosse la terza ondata si potrebbe anche sperare in 1.735.000 immatricolazioni. “Comunque vada il 2021, l’obiettivo che il Paese deve porsi per il 2022 è quello di recuperare un livello assai vicino alla media degli anni che hanno preceduto il grande crollo iniziato nel 2008, cioè un livello intorno ai 2.200.000 immatricolazioni”.

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