La rottura tra il Papu Gomez e Gian Piero Gasperini ora appare irrecuperabile. Una guerra tra il capitano e il tecnico dell’Atalanta rimasta a lungo “fredda” e ora invece diventata “totale”. Dopo l’esplosione del caso e la panchina con la Fiorentina, ogni tentativo di ritrovare un’intesa sembra essere compromesso. Lo si capisce dal durissimo messaggio che Gomez ha affidato a una sua stories su Instagram: “Cari tifosi atalantini, vi scrivo qui perché non ho nessun modo di difendermi e parlare con voi – ha scritto l’argentino rompendo il silenzio – Volevo solo dirvi che quando me ne andrò si saprà la verità di tutto. Voi mi conoscete e sapete la persona che sono. Vi voglio bene, il vostro capitano”.

Parole che sanno di addio, a questo punto già nel mercato di gennaio. Un’opzione che sembrava follia solo qualche mese fa è diventata la realtà più probabile nel giro di poche settimane. Il primo vero casus belli risale addirittura al primo dicembre: nel match con il Midtjylland quelli che probabilmente erano già dissapori e tensioni diventano una frattura tra il capitano e il tecnico, che in quella sera di Champions avrebbe persino rassegnato le dimissioni, respinte dalla società. Il motivo del contendere è la posizione in campo di Gomez: il numero 10 vorrebbe continuare ad agire da fantasista a tutto campo, mentre Gasp lo preferirebbe attaccante esterno. Una posizione che a suo dire garantirebbe più copertura alla squadra.

Fatto sta che la rottura nel giro di pochi giorni è diventata totale. Lo dimostrano anche le parole del tecnico domenica a Sky dopo la vittoria contro la Fiorentina: “Gomez via dall’Atalanta? Le scelte forti deve farle la società, fissando degli obiettivi. Bisogna sempre guardare avanti e dare stimoli a tutti per trovare nuove soluzioni. Altrimenti quando ti fermi torni indietro“. Gasperini ha anche difeso le sue idee: “Papu per noi è stato il giocatore più importante in questi cinque anni, ma ad esempio quest’anno il suo ruolo a tutto campo era difficile da proporre perché gli avversari ti conoscono e anche per la sua condizione. E’ il giocatore che ha giocato di più, c’era la necessità di farlo riposare. Poi con questa formula più equilibrata prendiamo meno gol, ma oggi siamo stati produttivi anche nel gioco”, ha spiegato il tecnico.

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