“Il più grande gruppo discount italiano presente nel bel paese e in Slovenia con 1.200 punti vendita è inadempiente sulle norme anti Covid”. Lo scrivono i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno scritto alla direzione aziendale ripetendo la richiesta di costituzione dei Comitati aziendali Covid-19 previsti dalle intese tra governo e parti sociali, per garantire adeguate condizioni di sicurezza sui posti di lavoro. In assenza di risposte si riservano di proclamare nuovamente lo stato di agitazione per non lasciare “nulla di intentato nella salvaguardia della salute e della sicurezza delle migliaia di lavoratori”.

Nella nota i sindacati diffidano la direzione “a permanere nelle posizioni assunte e stigmatizzano la mancanza di un intervento volto a risolvere la grave situazione di criticità, a partire dal contingentamento delle presenze nei negozi – dove si rilevano eccessivi affollamenti in base alle capienze metriche dei punti vendita – fino alle carenze ed inadeguatezze nella fornitura al personale dei dispositivi di protezione individuali e alla mancata informazione al personale e agli RLS in relazione ai casi di positività riscontrati tra il personale dipendente”. I sindacati stigmatizzano poi i trasferimenti repentini del personale da un punto vendita ad un altro e il mancato svolgimento di adeguata e periodica pulizia e sanificazione dei locali da parte di imprese esterne specializzate.

Non solo. I sindacati hanno contestato anche l’obbligo imposto ai dipendenti del Gruppo Eurospin di procedere alle pulizie e alla sanificazione dei negozi e dei servizi igienici, compresi quelli a disposizione della clientela, rivendicazione oggetto anche di una campagna social. Una situazione che costringe il sindacato territoriale ad avanzare segnalazioni e contestazioni “che rimangono per lo più senza alcun riscontro”.

Il sollecito era già stato trasmesso nel mese di agosto con la richiesta di condividere specifici protocolli aziendali e di costituire i comitati per la sicurezza, con la partecipazione attiva di Rsa, Rls e delle organizzazioni sindacali. Della situazione erano state informate anche le ASL e le prefetture di tutta Italia. Questa estate i 15mila dipendenti, in stato di agitazione, avevano anche partecipato alla giornata di sciopero indetta dai sindacati.

I consiglieri regionali del Pd della Toscana hanno presentato una mozione – primo firmatario Enrico Sostegni, presidente della Commissione sanità e politiche sociali – in cui si chiede alla giunta regionale di attivarsi per quanto di propria competenza in merito alle situazioni segnalate dalle organizzazioni sindacali di alcuni punti vendita del marchio, in particolare dell’Empolese Valdelsa (Certaldo, Montelupo Fiorentino, Sovigliana), della provincia di Pisa e della provincia di Lucca. In particolare, si chiede un impegno “affinché vengano poste in essere dal Gruppo Eurospin, quanto prima, tutte le misure necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da Covid-19, garantendo la salubrità dell’ambiente di lavoro”.

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