Una notizia che ammutolisce o che impone aggettivi superlativi. L’uscita dal campo della vita di Diego Armando Maradona, 60 anni vissuti con vero genio e altrettanta spericolatezza, lascia senza parole gli uomini di sport che per qualsiasi motivo lo hanno conosciuto. Non Edson Arantes do Nascimento. “Perdo un grande amico e il mondo una leggenda – dice Pelé, l’unico calciatore al mondo che poteva contendere al numero 10 il titolo del più grande – Possa ora Dio dare forza ai membri della famiglia. Un giorno, spero che potremo giocare a pallone insieme in cielo“. Anche Cristiano Ronaldo posta su i suoi social un ricordo: “Oggi dico addio a un amico e il mondo saluta un eterno genio. Uno dei migliori di sempre. Un mago senza pari. Se ne va troppo presto, ma lascia un’eredità senza limiti e un vuoto che non verrà mai colmato. Riposa in pace, asso. Non sarai mai dimenticato”. Un altro numero 10 Michel Platini piange: “Sono molto triste. Ho nostalgia di un’epoca che è stata bella. Se ne sono andati Cruyff, Di Stefano, Puskas, grandi giocatori che hanno segnato la mia giovinezza. Diego ha segnato la mia vita – ha commentato a Rtl – È il nostro passato che se ne va”. Lionel Messi è stato un pupillo di Maradona: “Una giornata molto triste per tutti gli argentini e per il calcio. Ci lascia ma non se ne va, perché Diego è eterno“. Conservo tutti i bei momenti vissuti con lui e invio le mie condoglianze a tutta la sua famiglia e ai suoi amici”. “Hai scritto la storia del calcio… Ciao Diego” scrive Francesco Totti su Twitter postando una foto insieme al Pibe de Oro.


L’ex allenatore Bianchi: “Talmente sconvolto che non riesco a parlare” Molti invece stentano a commentare, frastornati. “Non riesco nemmeno a parlare…” dice Bruno Giordano, amico e storico compagno di squadra. “Sono talmente sconvolto che non riesco a parlare. Mi scusi, ma proprio non riesco a parlare” ripete all’Adnkronos Ottavio Bianchi allenatore del Napoli del primo scudetto, nella stagione 1986-87. “Una notizia pesante, incredibile. Mi dispiace tanto, per me era come un fratello, abbiamo avuto un rapporto incredibile” ricorda Così Giuseppe Bruscolotti, storico capitano del Napoli e compagno di squadra – Oggi Napoli ha perso un figlio – uno che gli ha dato tanto. Sicuramente oggi è lutto cittadino, se non mondiale”. “Mi piange il cuore, è stato un onore affrontarti, avevi un cuore grande, continuerai a fare magie e a regalare gioia ed emozione per sempre, ciao Diego” scrive su twitter Franco Baresi. Maradona indossò la maglia numero 6 del difensore rossonero dopo dopo la gara contro il Milan del primo ottobre 1989: “Questa maglia è di un grandissimo giocatore, io penso che Franco Baresi sia il massimo come difensore, questo è un ricordo che mi porterò per tutta la vita” disse Maradona. “RIP. Vivrai per sempre nel mio cuore e nei cuori di molti altri amanti del calcio. Il miglior giocatore che ho visto e contro cui ho giocato. Riposa in pace, Diego” scrive su Instagram Ruud Gullit, ex calciatore del Milan.

“Il calcio perde uno dei più grandi se non il più grande giocatore del mondo. Maradona aveva un talento naturale, cristallino, che ha contraddistinto e segnato una generazione intera – dice Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan di Silvio Berlusconi dei tempi d’oro – Il mondo del calcio è stato contraddistinto da Pelè nato nel ’40, da Maradona nato nel ’60…e poi sono arrivati Messi e Ronaldo”. “È stata dura, le lacrime non si trattenevano. Sono rimasto scioccato. Ho giocato tante volte contro Maradona, è stato per me un grande uomo, se ha fatto qualche errore l’ha pagato pesantemente, ma come calciatore mai nessuno come lui. Con Maradona è morto il calcio e anche qualche pezzo di noi – dice Alessandro Altobelli, ex calciatore dell’Inter e campione del mondo nel 1982 – L’ultima volta l’ho visto ai mondiali in Russia, eravamo tutti ospiti della Fifa, ci abbracciammo forte. Per me era un fratello”.

Fabio Capello: “Talento immenso” – “Difficile commentare. Per chi non lo ha conosciuto, posso dire che era persona eccezionale. Aveva dei problemi che tutti conoscono, ma non importa. Gli volevo bene, impossibile non volergliene. Facile parlare quando uno muore, io ci ho vissuto tanti anni insieme ed era davvero il numero uno. Sapeva dare tutto di se stesso agli altri. Sono sconvolto” commenta Luciano Moggi, dirigente di quel Napoli che il Pibe de Oro conquistò la Coppa Uefa nel 1989, lo scudetto e la Supercoppa italiana nel 1990. “Sono senza parole, non mi sembra vero” commenta Fabio Cannavaro, ex maglia azzurra e difensore campione del mondo. Tra i primi a trovare le parole è Fabio Capello, allenatore del Milan avversario sul campo del Napoli, “è stato un giocatore straordinario, unico, un talento immenso. Quando si parla della storia del calcio si parla di Pelé in un periodo, di Maradona in un altro e di Messi adesso. Ricordiamolo tra quelli più grandi di sempre”. Ricorda “un uomo simpaticissimo, di compagnia, con lui risate continue” Sandro Mazzola: “Che notizia orribile. Maradona l’avevo anche conosciuto, eravamo stati a una trasmissione insieme a Napoli, poi ci siamo trovati talmente bene che siamo andati a cena e poi tutta la notte. Tutta una notte insieme a chiacchierare delle nostre vite, e la sua era così incredibile, secondo quanto mi ha detto, che a un certo punto l’ho interrotto e gli ho detto: ‘guarda che poi vado a controllare tutto, eh.. Toppo giovane per morire'”.

Papa Francesco lo ricorda nella preghiera – La scritta “Per Sempre” con un Cuore blu e poi l’addio: “Ciao Diego” è il saluto su Twitter della Società Calcio Napoli saluta Diego Armando. “Un grazie eterno, eterno Diego” ricorda il Boca Juniors. “Caro, caro Amico mio soffro tanto e prego, ci hai lasciato troppo presto. Ti voglio bene. #diegomaradona” scrivr Raffaella Carrà in un tweet, in italiano e in spagnolo. Un lungo post su Facebook da parte di Gianni Minà: Diego, per una ironia del destino, se n’è andato da questo mondo lo stesso giorno di un altro gigante, Fidel Castro. Alla fine li rimpiangeremo, come succede a chi ha lasciato una traccia indelebile nel gioco del calcio e della vita. E ora silenzio. Il suo prezzo al mondo del pallone lo ha pagato da tempo“..

“Il Papa è informato della morte di Diego Maradona, ripensa con affetto alle occasioni di incontro di questi anni e lo ricorda nella preghiera, come ha fatto nei giorni scorsi da quando ha appreso delle sue condizioni di salute” dice all’Ansa il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni. “Il mondo intero piange la scomparsa di Maradona, che con il suo talento ineguagliabile ha scritto pagine indimenticabili della storia del calcio. Addio eterno campione” scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Diego Armando Maradona è morto: aveva 60 anni. Il calcio perde il più grande di sempre

next
Articolo Successivo

‘Diego, è finita’. O forse no

next