Prima donna a guidare la Federal Reserve e ora prima donna a ricoprite la carica di Segretario del Tesoro statunitense. Janet Yellen, nata nel 1946 a New York, è una stimata economista di orientamento keynesiano che ha affiancato alla carriera accademica diversi incarichi di nomina politica, fino ad arrivare alla nomina voluta da Joe Biden. Laureata a Yale, docente in diverse università tra cui la californiana Berkeley, negli anni ’90 fu chiamata dall’allora presidente democratico Bill Clinton a presiedere il consiglio dei consulenti economici. Diventa poi presidente della Fed di San Francisco. Nel 2014 viene nominata, sotto la presidenza Obama, presidente della Fed, la banca centrale statunitense, raccogliendo il testimone da Ben Bernanke. Un passaggio di consegne che fu letto dalla comunità finanziaria nel segno di una continuità di fondo. La Yellen era infatti considerata una “colomba” in tema di politiche monetarie. Ossia incline a mantenere un approccio espansivo per l’economia (tassi bassi e creazione di moneta) mettendo in secondo piano i rischi di inflazione che queste politiche possono generare.

Durante il suo mandato la Yellen ha insistito, nonostante alcune critiche, con il Quantitative easing, ossia il programma di acquisto titoli per immettere moneta nell’economia. Solo nel settembre 2017 ha deciso l’inversione di rotta iniziando a rivendere i titoli acquistati negli anni precedenti. A quel punto il tasso di disoccupazione era ormai sceso fino al 4,4%. L’inflazione non è mai andata oltre il 2,3%. Nel febbraio del 2018 ha lasciato la guida della Federal Reserve al successore Jerome Powell. E’ sposata con il premio Nobel per l’Economia George Akerlof e il figlio Robert Akerlof è un docente universitario di economia.

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