Trasferire “le funzioni attribuite al Capo politico ad un organo collegiale” e autorizzare “in via eccezionale” alleanze con le altre forze politiche. Sono queste le due novità più significative contenute dentro il documento finale degli Stati generali M5s e che, per entrare in vigore, dovranno essere ora sottoposte al voto degli iscritti. Per quanto riguarda i rapporti con la piattaforma tecnologica, ovvero la piattaforma Rousseau presieduta da Davide Casaleggio, si chiede di prevedere “un contratto di servizio”. “Le affermazioni” presenti nel testo, è la premessa, “sono il frutto del lavoro svolto nel corso degli Stati generali a partire dalle riunioni territoriali fino all’evento nazionale, e saranno sottoposte, per parti separate, al voto dell’assemblea degli iscritti. Le parti approvate costituiranno un atto di indirizzo a cui gli organi del movimento preposti, attuali e futuri, dovranno attenersi. Per le parti in cui è necessario apportare modifiche allo Statuto, al Codice etico, ai regolamenti esistenti, gli organi preposti formuleranno le relative proposte che saranno di volta in volta sottoposte al voto dell’assemblea degli iscritti. Per alcuni temi che richiedono un ulteriore lavoro di approfondimento, saranno costituiti appositi tavoli di lavoro”. Insomma le operazioni degli Stati generali, conclusi con una plenaria il 15 novembre scorso, continuano.

La proposta per la leadership collegiale – E’ uno dei cambiamenti più significativi e più attesi nel Movimento e che dovrà sicuramente prevedere una revisione dello statuto. “Trasferire le funzioni oggi attribuite al Capo politico ad un organo collegiale, che combini rapidità ed efficienza nell’azione politica”, ha . Attribuire alcune funzioni di indirizzo politico, nonché di convocazione dell’assemblea degli iscritti, ad un organo collegiale ad ampia rappresentatività dei livelli istituzionali, territoriali, anagrafici e di genere. L’elezione dei componenti degli organi deve essere effettuata in via prioritaria individualmente individuando eventuali incompatibilità”. L’obiettivo dei vertici è quello di arrivare a un passaggio di consegne dal capo politico reggente a una sorta di segreteria entro la fine dell’anno.

Il nodo alleanze – Sul fronte degli accordi con le altre forze politiche, il documento autorizza che “in via eccezionale” siano fatte alleanze con i partiti tradizionali sia prima che dopo le elezioni. “Il M5s nasce come forza alternativa alle altre forze politiche esistenti”, si legge. “In via eccezionale, in relazione ai singoli sistemi elettorali, possono essere autorizzate, prima o dopo le votazioni, specifici accordi con altre forze politiche, prioritariamente con liste civiche. Ciò può avvenire solo sulla base di accordi chiari e percorsi stabiliti di condivisione di programmi, idee e obiettivi, che tenga conto prioritariamente dei livelli territoriali coinvolti ma con un’autorizzazione che avvenga a livello nazionale che tenga conto degli interlocutori e del contenuto degli accordi”.

Il rapporto con Rousseau – Uno degli aspetti più delicati è quello che riguarda il rapporto con l’associazione Rousseau, presieduta da Davide Casaleggio. Nel documento il riferimento a Rousseau non viene mai fatto, ma si specifica che dovrà essere previsto “un contratto di servizio”. “La piattaforma tecnologica è uno strumento di servizio a supporto dell’azione politica decisa dagli organi del Movimento e per l’esercizio della democrazia diretta nelle forme e nei modi previsti dallo Statuto. I rapporti con il gestore della piattaforma devono essere regolati da apposito contratto di servizio o accordo di partnerhip che definisca i servizi delegati, ruoli, doveri reciproci”.

Cade il tabù delle province – Tra le novità introdotte, c’è anche quella che riguarda le candidature. “In attesa di una revisione del sistema delle province, prevedere modalità di presentazione di candidature alle elezioni provinciali“. Il M5s è sempre stato contrario alle province e in passato ne ha proposto in Parlamento l’abolizione e criticato il meccanismo di elezione indiretta. Nel 2014 sul blog delle Stelle si leggeva: “Il M5s continuerà a non presentare le proprie candidature in un organo politico del quale auspica la soppressione. Non cediamo e non ci facciamo lusingare dalla prospettiva di acquisire poltrone o, addirittura, da eventuali vittorie in alcune elezioni provinciali. La coerenza è una virtù che sopravvive solo nelle fila del Movimento 5 Stelle“.

La Carta dei principi non modificabile Tra le prime proposte c’è inoltre quella di stilare una “Carta dei valori” che non possa poi essere sottoposta a successive modifiche. “I principi e i valori che costituiscono la ragion d’essere del Movimento 5 stelle”, si legge, “devono essere trascritti in una Carta dei valori che non possa essere sottoposta ad alcun tipo di revisione. Il principio di collegialità dovrà essere applicato nella composizione di tutti gli organi del Movimento 5 stelle, sia nazionali che locali, e laddove non sia possibile perché imposto da norme si preveda l’affiancamento di organi almeno di carattere consultivo. Il Movimento 5 stelle ha come principio ispiratore la democrazia diretta e la stessa deve essere esercitata prioritariamente attraverso la rete, strumento che garantisce l’ampia e costante partecipazione dell’assemblea degli iscritti alla definizione dell’azione politica e delle scelte fondamentali per la vita associativa”.

Organizzazione territoriale e introduzione del “recall” – Nel documento si parla anche della necessità di strutturare i “referenti locali”: “Formalizzazione e potenziamento della attuale struttura dei referenti territoriali a livello regionale, individuando le relative funzioni sulla base delle specifiche esigenze anche temporanee (organizzazione, campagne elettorali, formazione, realizzazione di eventi, ecc..)”, si legge. “Possibilità di riconoscere il ruolo di attivista e gruppo locale, indipendentemente dalla presenza di un portavoce eletto, e di eventuali gruppi di interesse (ad. es. giovani), individuandone caratteristiche e l’eventuale loro regolamentazione, anche prevedendo luoghi di incontro sia fisici che on line. Introduzione di meccanismi di recall in relazione alle varie figure facenti parte della struttura organizzativa o per alcune di esse. Prevedere incontri plenari con cadenza regolare, sia a livello locale che a livello nazionale, di carattere tematico o organizzativo”.

Finanziamento – Per quanto riguarda i fondi, il testo sottolinea come si debbano “potenziare le forme già esistenti” ed individuarne di nuove: “Prevedere una gestione centralizzata dei fondi, superando il modello dei comitati di scopo, potenziando le forme di finanziamento già esistenti e individuandone di nuove, garantendo un sistema di controllo e trasparenza delle attività economico-finanziarie e della gestione amministrativa del Movimento. Individuazione di criteri oggettivi e trasparenti per la destinazione ai livelli locali di risorse necessarie alla realizzazione di specifici progetti o attività”.

Struttura e composizione degli organi di garanzia – In linea con il principio di collegialità, che si chiede di incentivare, si chiede di allargare “gli organi di garanzia”: “Al fine di rendere più veloce ed efficace l’azione disciplinare o di verifica della sussistenza dei requisiti di iscrizione, nonché per le questioni relative alla eventuale regolamentazione dei gruppi locali: – possibilità di aumentare il numero di componenti degli organi di garanzia; – individuare collegi dei probiviri a livello regionale che svolgano funzioni di “primo grado” per alcune tipologie di decisioni, sulle quali il collegio nazionale abbia funzioni di grado di appello; – prevedere specifiche situazioni di incompatibilità con i ruoli negli organi di garanzia”.

Candidature – Una delle preoccupazioni, fermo restando il tetto ai due mandati, era quello di migliorare la selezione della classe dirigente. Per questo la proposta è di valorizzare chi ha fatto uno o più mandati nelle istituzioni locali. “Revisione dei meccanismi di merito nella selezione dei candidati“, si legge nel documento. “Fatto salvo il limite dei due mandati come vigente, si propone di valorizzare, all’atto della prima candidatura alle istituzioni regionali, nazionali o europee, chi ha effettuato uno o più mandati da consigliere comunale”.

Formazione – Infine si parla della formazione e della necessità che sia messa tra le priorità per garantire candidature di qualità: “Garantire strumenti di formazione politica permanente, rivolti agli iscritti, ai portavoce e a componenti dei vari organi del Movimento. La formazione deve diventare elemento rilevante ai fini delle candidature e utile a creare un network di competenze per la crescita culturale e politica del Movimento”.

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