Fumata nera per l’elezione del presidente e la formazione della nuova giunta dell’Associazione nazionale magistrati. Al primo voto del comitato direttivo centrale, chiamato a scegliere il successore di Luca Poniz, sono state 28 le schede bianche e 4 voti ciascuno, quelli dei componenti dei rispettivi gruppi, sono andati agli unici due candidati: Aldo Morgigni per Autonomia e Indipendenza e Andrea Reale per Articolo 101. Il comitato dell’Anm si riunirà di nuovo sabato 5 dicembre, con eventuale prosecuzione il giorno successivo: la decisione è stata presa a maggioranza al termine della riunione, con il voto contrario dei quattro componenti della lista Articolo 101.

Prima del voto odierno, dopo una pausa dei lavori, i gruppi di maggioranza, Area e Magistratura Indipendente, rispettivamente 11 e 10 componenti, e Unicost, che ne ha 7, avevano espresso l’intenzione di votare scheda bianca. La ragione è la spaccatura che si è creata sul documento programmatico, frutto del lavoro di un tavolo al quale hanno partecipato tutti i gruppi tranne Articolo 101 e che doveva essere alla base della formazione di una giunta se non unitaria il più possibile allargata, sul quale Autonomia e Indipendenza, Mi e Articolo 101 si sono astenuti. “Area voterà scheda bianca per la mancata convergenza di Mi e AeI sulla bozza programmatica, alla cui stesura avevano partecipato, che ci fa prevedere che non c’è una maggioranza sufficiente” per l’elezione del presidente, ha spiegato Giovanni Tedesco, ribadendo che il gruppo “è per una giunta maggioritaria, ma al momento non ci sono le condizioni per arrivarci”.

La posizione di Magistratura Indipendente è stata spiegata da Salvatore Casciaro: “In attesa che si superi l’impasse, mancando una coalizione in grado di sostenere una giunta, anche Mi voterà scheda bianca”. Per Unicost Antonio Nicastro ha sottolineato il fatto che il gruppo “ha spinto più di tutti per l’unità, proponendo il tavolo tecnico sul programma. Ma registrando le astensioni sul documento voteremo scheda bianca”. Da Autonomia e Indipendenza invece la proposta di una candidatura, quella di Aldo Morgigni, che lui stesso ha annunciato: “Mi propongo come presidente per uscire dall’impasse garantendo, se eletto, una rotazione: dopo alcuni mesi rimetterei il mandato a favore di altri. Ci offriamo non in contrapposizione a Reale o a chi vota scheda bianca, ma è stato votato un documento con le linee programmatiche che legittimano tutte le liste”.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

GIUSTIZIALISTI

di Piercamillo Davigo e Sebastiano Ardita 12€ Acquista
Articolo Precedente

Regione Veneto stanzia 7 milioni per progetti sociali, ma non vengono mai realizzati: società e cooperativa condannate al risarcimento

next
Articolo Successivo

“Evidente degrado e manutenzioni mai fatte su 9 viadotti”: indagati i vertici della Strada dei Parchi, sequestrati quasi 27 milioni di euro

next