L’altro virus c’è ma non si vede. Ma si sente. L’altro virus, come ha raccontato ilfattoquotidiano.it, sono le mafie che sono pronte a sfruttare le difficoltà economiche provocate dall’emergenza coronavirus. Una situazione largamente percepita dalla cittadinanza. Per 7 italiani su 10, infatti a causa del Covid la mafia sta aumentando il proprio potere, mentre la corruzione si diffonde sempre di più. È il risultato di un sondaggio commissionato dall’associazione Libera all’Istituto Demos, pubblicato su Repubblica. Su 100 persone intervistate, 55 sono molto d’accordo con l’affermazione “la mafia dopo il Covid sta aumentando il suo potere“, 16 sono addirittura “moltissimo d’accordo”. Numeri che diventano rispettivamente a 52 e 19 se la domanda riguarda la diffusione della corruzione.

A essere convinti che il Coronavirus abbia portato ad aumentare il potere di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra sono soprattutto i liberi professionisti, che dimostrano di avere un grado di percezione relativo a questo fenomeno dell’80%. A essere più attenti alla corruzione – con l’80% – sono invece gli operai. L’istituto di Ilvo Diamanti fa notare come l’attenzione verso l’infiltrazione mafiosa sia particolarmente acuta nel Nord, soprattutto nel Nord Ovest, mentre nel Nord Est c’è maggio sensibilità al fenomeno della corruzione. Sostanziale pareggio tra l’attenzione ai due fenomeni al Sud e nelle Isole. Tra l’altro per il 55% degli intervistati gli aiuti economici stanziati dal governo per aiutare alle imprese stanno favorendo la corruzione. Una percentuale che scende al 47 se la domanda riguarda gli aiuti diretti alle persone in difficoltà.

Nel sondaggio commissionato dall’associazione antimafia di don Luigi Ciotti viene chiesto agli intervistati i due settori più idonei dove investire i fondi europei: il 75% ha scelto la sanità, il 35 la scuola. “Dunque, la crisi pandemica haaccentuato la domanda di sicurezza sociale e personale, attraverso maggiori interventi del (e sul) sistema sanitario. Ma, al tempo stesso, ha spinto a guardare avanti. Verso il futuro. Investendo sullaricerca, sulla scuola. E, dunque, sulle giovani generazioni”, è il commento di Diamanti.

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