Un’ambulanza presa a calci e pugni da una donna, mentre l’autista in sosta aspettava di caricare un paziente. È quanto accaduto sabato 14 novembre intorno alla 10, nel quartiere milanese di Turro. Poco prima, come riporta l’edizione milanese del Corriere della Sera, l’ambulanza InterSos, allertata dalla centrale Areu del 118 per un soccorso in codice giallo, si era diretta a sirene spiegate in via Ilarione Rancati. Una volta arrivata, come da prassi, l’equipaggio era salito nell’appartamento del paziente, con tutte le protezioni anti contagio, mentre l’autista era rimasto in strada con l’ambulanza. È stato in quel momento che la donna si è avvicinata e ha iniziato a urlare contro i soccorritori, definendoli “Terroristi”, che girano “con le sirene per far paura alla gente”. Non contenta, ha cercato poi di colpire il mezzo con calci e pugni, ma è stata fermata dai parenti del malato e successivamente dall’intervento di una pattuglia dei vigili di passaggio, fermata dall’autista dell’ambulanza.

La donna è stata identificata e ora i dati sono nelle mani dell’ufficio legale della InterSos, che ha già espresso la volontà di querelarla: “Dobbiamo dare un segnale anche per la tutela della sicurezza dei nostri dipendenti, spiega il presidente di InterSos, Luca Casé, questi episodi si stanno ripetendo sempre più spesso”. Dato che trova conferma anche da Croce Rossa italiana che in questi giorni sta rilanciando la sua campagna del 2018 “Non sono un bersaglio” per denunciare il costante intensificarsi di attacchi agli operatori sanitari. Secondo Cri, tra il 2018 e il 2019 erano stati 3mila in Italia i casi di aggressione a medici e infermieri in ospedale, nei pronto soccorso e nei presidi medici assistenziali. Mentre per quanto riguarda le aggressioni agli operatori delle ambulanze e dei danneggiamenti ai mezzi stessi, non esistono ancora statistiche esatte. Proprio per questo Croce Rossi Italiana ha deciso di istituire un osservatorio per colmare questa lacuna e far luce sul fenomeno.

(immagine d’archivio)

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