Un lockdown totale sarà inevitabile, perché con queste misure i casi non diminuiranno e il vaccino anti-covid non verrà distribuito in quantità tale da avere un impatto nei prossimi mesi. Quindi, io penso che in questo momento si cerchi di scavallare il Natale, poi ci sarà il lockdown totale, a meno che non avremo soltanto un migliaio di casi al giorno”. Lo afferma a “Piazzapulita” (La7) Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova, aggiungendo: “Tutto dipenderà dal numero di decessi. Se salirà ancora, non credo che potrà essere rimandato il lockdown. Se la situazione si mantiene a questi livelli, avremo un lockdown dopo Natale”.

Crisanti spiega: “In questo momento siamo in una situazione, più o meno, di stabilità, però caratterizzata da un numero di contagi veramente impressionante. Facendo le debite proporzioni, siamo in una situazione molto simile a quella di inizio marzo. Penso che le misure dell’ultimo dpcm del governo stiano facendo effetto, ma ci terranno in una situazione “orizzontale” per parecchio tempo. E l’ondata dei decessi deve ancora arrivare, perché quelli attuali sono causati da infezioni di 2-3 settimane fa”.

Perplessità di Crisanti sul vaccino Pfizer: “Questa notizia, vista da lontano, è bellissima, ma vista un po’ più da vicino, ha luci e ombre. Innanzitutto, da quello che ci dicono, il vaccino ha dimostrato di poter proteggere soltanto la fascia d’età tra i 18 e i 45 anni. Al momento non c’è evidenza che protegga le persone anziane. Inoltre, protegge contro la sintomatologia ma non sappiamo se le persone protette poi diventano portatori sani. Questo non è stato verificato. Non sappiamo se le persone sono protette dalla malattia, ma, ciò nonostante, si infettano in maniera più o meno transitoria, perché lo studio non è stato concepito per valutare questo aspetto”.

E continua: “Questo vaccino è a Rna, cioè si utilizza un pezzo del materiale genetico del virus per immunizzare le persone. Il problema è che l’Rna è molto instabile, quindi richiede una catena del freddo molto rigida con temperature estremamente basse. Il problema dei frigoriferi a – 80 gradi è sostanzialmente logistico, perché ad ora medici di base e Asl non li hanno, ma è risolvibile. Infine – conclude – un aspetto che getta un po’ di ombre su questo vaccino è che il direttore generale della Pfizer, subito dopo l’annuncio del vaccino, si è venduto 5 milioni di azioni. Secondo me, non è una cosa buona, perché, se io fossi il direttore della Pfizer e pensassi che il vaccino funziona, aspetterei di vendere le azioni alla prova finale della distribuzione. Per fortuna, comunque, il governo italiano ha investito su più vaccini anti-covid“.

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